Ottanta...un traguardo che non è concesso a molti nella vita. Un arrivo importante, una candelina di quelle che non possono passare in sordina.Sei nato un lontano giovedì di un anno particolarmente difficile per la storia dell'umanità intera. Hitler, occupando Praga,diede il via ad un crescendo di abomini. Anni bui, dolorosi, inspiegabili ed enigmatici. Anni pieni di violenza e sofferenze. Eppure...come sempre accade..una piccola luce riesce ad illuminare le tenebre. La nascita di un bambino rappresenta sempre un evento felice, un segnale di speranza, un'occasione di riscatto. Non so molto della tua infanzia, hai sempre parlato poco delle tue origini. ( fortunatamente abbiamo ancora il tempo di rimediare ) Però provo ad immaginarti piccolo tra le braccia della tua mamma. Chissà come eri da bambino. Probabilmente un tipetto curioso e indomabile; uno che non si lascia imprigionare negli schemi, forse anche poco amante delle regole e dei comandi. Quello che so per certo è che sei sempre stato un gran lavoratore. Non ti sei risparmiato. La fatica ed il sudore sono stati tuoi compagni nelle notti di lavoro impastando il pane o sulle strade consegnando i giornali. Nel corso della tua vita hai avuto anche il dono di diventare padre, nonno e marito. Sei stato per alcuni un amico prezioso e leale. Insomma, diciamo che hai compiuto un lungo tratto di strada. La vita ti ha riservato regali importanti e ti ha inflitto lezioni significative. Hai conosciuto la gioia di molti traguardi e l'amaro della sconfitta. Hai fatto esperienza del fallimento e della gioia più grande, della conquista e della perdita, del bene e del male. Ti auguro, in questo giorno così importante, di essere capace di prendere tra le mani tutti i tuoi giorni, di accarezzarli con benevolenza e ringraziarli per averti condotto fino a qui. Sii grato per ogni istante vissuto, per ogni sorriso ricevuto, per ogni pugno in faccia subito, per ogni lezione di vita appresa, nonostante le batoste prese. Tanti auguri nonno Mario per i tuoi meravigliosi 80 anni.
venerdì 8 marzo 2019
GRAZIE PER ESSERTI PRESA CURA DI ME
Sono una che va controcorrente...non mi piace seguire la massa, le regole imposte, la corrente del fiume, i sensi obbligati. Se vado in una direzione obbligatoria è perchè ho liberamente deciso di andarci. Altrimenti sono capace di scendere da sola dal treno della vita e proseguire a piedi, a zonzo, un po' vagabonda. Mi vesto come piace a me, bizzarra, a tratti trasandata, originale, vintage e alternativa...non riesco ad usare le scarpe col tacco per più di dieci minuti, e anche in quei minuti le utilizzo come un trampoliere alle prime armi... i miei capelli sono ogni taglio più corti...maschili, sbarazzini... ho, però, gli occhiali fucisa ed il rosa ed il lilla sono i miei colori preferiti. Non mi piacciono le scarpe, le trovo tutte banali, uguali, anonime...le guardo per ore e mi sembrano sempre identiche. Al contrario sono appassionata di stivali...li amo alla follia. Quando vedo un paio di stivali, per favore trattenetemi. Ne ho appena comprati alcuni ai mercatini dell'usato...uno fantastico beige pieno di fiorellini...l'altro nero di pelle con le strisce colorate. Quando cammino fanno quel rumore meraviglioso del legno che sbatte contro la pietra e mi sento sicura di me stessa. Qualche giorno fa, per puro caso sono capitata in un negozio di calzature: svendeva tutto per cessata attività. Ventuno euro per un meraviglioso paio di stivali di pelle, neri, un grosso teschio bianco contornato da cuoricini e una rosa rossa. Li pregusto già ora in attesa del giorno in cui li indosserò per mettermi in sella alla moto. Ah, la moto... l'aria che ti accarezza ogni piccola parte del corpo, la mente che vaga solitaria, accompagnata dal rumore della strada, dei suoni del motore e, quando sei fortunato, dal silenzio del paesaggio... le curve che ti cullano lungo la strada, il silenzio ed ancora il silenzio. Quando sei sulla moto non sei obbligato a parlare con chi hai davanti ... puoi permetterti di stare zitta senza offendere nessuno, senza sembrare asociale o scontrosa...tu,il vento, la strada e i tuoi pensieri. Poi ci sono i libri...quelli che mi hanno tenuto compagnia nelle giornate della mia infanzia, quelli che mi hanno fatto sognare nell'adolescenza ed oltre...i libri seri ed impegnati che mi hanno aiutata a crescere e quelli buffi che mi fanno ridere nei giorni tristi...i libri che divoro avida e insaziabile e quelli che da tempo giacciono sul mio comodino, iniziati e ricominciati per l'ennesima volta, ma che non riesco a farmeli amici. Anche coi libri sono diversa. Difficilmente riesco a trattenerli con me. Li assaporo, li leggo, entro nelle pagine e nelle storie dei personaggi, divento parte della storia che raccontano, poi li lascio andare, verso nuovi lidi, in attesa di qualcuno che li legga dopo di me. E così ho sempre il comodino pieno di volumi presi in biblioteca e la libreria sempre più orfana, perchè qualche testo ha lasciato il nido. E che dire di quella voglia improvvisa, irrefrenabile di creare? Non importa cosa e non importa come... conta solo liberare la mente e muovere le mani. Ci pensano loro a dare vita a qualcosa di prezioso... ed ecco allora i miei pennelli... le vernici, i mobili carteggiati e riverniciati ...la sensazione di ridonare vita a qualcosa di vecchio, inutile: tutto può avere una seconda occasione. E la lana, i ferri e gli uncinetti... un filo anonimo che tra le mani si anima...da filo si trasforma in cappello, maglione, stola, scaldacollo, coperta... un filo solo intrecciato che rinasce e comincia una nuova avventura. La macchina fotografica, l'istante in cui immortali per sempre un ricordo; lo sguardo sul mondo che dietro al mirino diventa nuovo...l'attenzione alle piccole cose che solitamente ignori, che quando passi di corsa non vedi. Uno sguardo che a distanza di anni riporterà a galla quell'emozione che hai cercato di rendere immortale. Una fotografia che stupidamente dimentico sempre di stampare ed immancabilmente perdo, risucchiata dalla tecnologia che non perdona chi rinuncia a toccare con mano i propri ricordi impressi su carta e si accontenta di uno schermo incapace di parlarti quanto una stampa. Non riesco ad abituarmi alla monotonia di giorni tutti uguali e sebbene la mia vita sia abbastanza regolare, ogni giorno cambio qualcosa per rendere tutto diverso... inverto l'ordine in cui metto le cose in tavola, sposto gli oggetti, cambio la disposizione degli arredi. Solamente nelle relazioni sono incapace di fare grandi cambiamenti repentini... quando qualcuno mi entra nel cuore, difficilmente viene spodestato o cambiato con una nuova conquista. Amo cucinare e mangiare. Sperimento sempre nuove ricette, adoro la cucina etnica ed assaggiare nuovi piatti. Mi piace prendermi cura di chi amo, attraverso la cucina. Amo la pizza, in tutte le sue varianti e i suoi condimenti, ma se mi siedo ad un tavolo in pizzeria ho bisogno di molto tempo per poter decidere quale sarà il mio bottino. Sono, in effetti, una inguaribile indecisa, ma quando riesco ad ascoltarmi e a prendermi ciò che merito, vado avanti come un treno. Sono testarda e cocciuta, che al positivo vuol dire essere tenace e guerriera. Sono questa e ancora tanto altro... Non sono sempre stata così come sono oggi. Sono il frutto di un grande lavoro personale, di cadute e ricadute, di sconfitte e vittorie, di fallimenti e traguardi conquistati con il sudore.
Alla bambina che sono stata , a colei che oggi sono ed alla donna che domani sarò: grazie per esserti presa cura di me.
Alla bambina che sono stata , a colei che oggi sono ed alla donna che domani sarò: grazie per esserti presa cura di me.
mercoledì 9 gennaio 2019
UNA BELLA NOTIZIA
Sono parecchi giorni che non mi siedo tranquilla a scrivere. La mia testa, in questo periodo, è un ricettacolo di bufere e tempeste. I pensieri si mescolano tra loro ad una velocità sorprendente ed appena sembra che ci sia calma, ecco una nuova folata di vento che arriva a scombussolare nuovamente i mille ragionamenti che mi tengono in loro balia. Nonostante cio' posso affermare di non essere in panico, di non avere momenti di eccessivo sconforto, di non dare nemmeno l'idea di essere tormentata. Mi sento tutto sommato serena: semplicemente fatico a tenere a bada i venti che mi atteaversano il cuore e la mente.
Ieri sera, però, è accaduta una cosa che in un attimo ha sedato il temporale. Ed eccomi qui, penna in mano, foglio bianco sul tavolo a scrivere mentre attendo che i bambini entrino nella classe, interrompendo questo momento catartico.
Erano circa le venti, avevo appena finito di cenare e mi districavo in una lotta dialettica con Alessio, cercando di scansare le sue frecciate, di contenere i suoi deliri e di placare i suoi pensieri spaventati, quando il cellulare mi avvisa che è arrivato un messaggio.
"Happy family" è il nome del gruppo che utilizziamo tra noi fratelli e mamma quando abbiamo qualche notizia importante che preferiamo non condividere col resto della famiglia. Il gruppo satellite del nostro solito gruppo familiare. E' in "Happy family" che ho comunicato qualche mese fa il nostro prossimo trasferimento, è lì che ognuno di noi racconta qualcosa di veramente importante ed è li che è giunta la novella:
Diventerò nuovamente zia!
Lo ripeto perchè mi fa ancora un certo effetto dirlo...."a settembre diventerò nuovamente zia".
Dovrei esserci abituata. Tolti i miei figli, sono già a quota 10 nipoti ed una bis nipotina. Una cifra considerevole, che potrebbe tranquillamente conferirmi un attestato speciale di zia navigata. Ho cominciato presto a sentirmi chiamare zia Chiara, quindi la cosa non dovrebbe farmi barcollare le ginocchia o tremare la voce. Eppure mi sento una bambina di fronte ai regali di Natale, perchè a diventare mamma sarà la mia sorellina. Lo so, a 31 anni, non dovremmo permetterci di chiamare qualcuno "piccolino", ma quando ti ritrovi ad essere l'ultima di 6 fratelli , l'etichetta di bambina è difficile da tagliar via. Lei, la piccola di casa, si trova ad essere spettatrice e protagonista della meravigliosa avventura della vita. Non è una cosa splendida?
Io, la mia sorellina, l'ho vista nascere e lottare con le unghie per conquistarsi un posto nel mondo fin da quando era piccina. Ricordo la sua forza e la sua determinazione di restare aggrappata a noi, anche quando stava in piedi solo grazie alle flebo. Ricordo la sua testardaggine nel raggiungere tutti gli obiettivi che si prefiggeva... le arrampicate sugli armadi, i salti sul letto... le corse in bicicletta...i pianti sfiancanti per ottenere quello che voleva...
Se dovessi definirla con due parole la chiamerei determinazione e coraggio.
Per molti anni l'ho persa di vista. Io, concentrata a mettermi nei guai e a ricostruire la mia vita, e lei a scappare alla ricerca di una vita che le calzasse a pennello. Ho visto da lontano le sue cadute, le sue lotte, ma cio' che più mi affascina sono state le sue conquiste e le sue vittorie.
Ho visto la forza di una leonessa, la leggerezza di una farfalla, la determinzazine di un mulo e il coraggio di chi davvero ha capito che la vita va vissuta per essere felici.
Ed oggi la vita la sta ripagando di tutte le fatiche fatte e anche di quelle che ci saranno ancora, perchè in fondo la vita è così... mica una passeggiata in centro... E' salite e discese e poi ancora salite e cadute e ancora ampi respiri di orizzonte e di cielo.
Non ho grandi cose da augurarti, perchè so che comunque vada sarà un vero successo. Hai in te tutto ciò che ti occorre per essere una grande mamma...abbi solo sempre la forza e la voglia di essere te stessa. Se il piccolino ha scelto proprio te per essere la sua mamma vuol dire che sei la migliore per lui...con lui crescerai ogni giorno un po' di più. I suoi passi, saranno anche i tuoi, ogni sua conquista una nuova meta per te, le sue sconfitte, i suoi pianti, i suoi sorrisi, le notti insonni, le lacrime di gioia, i momenti di sconforto... tutto ti sarà donato per arrivare ad essere la donna meravigliosa che sei già ora, ma che diventerà semplicemente più definita, giorno dopo giorno, anno dopo anno, se rimarrai fedele a te stessa, al tuo cuore, alle tue passioni, ai tuoi sogni, ai tuoi desideri. E appoggiati a Paolo quando ti senti crollare, è più forte di quanto immagini...e insieme sarà una bellissima avventura da vivere!!!!
Adesso goditi il miracolo, assapora ogni istante, vivi e non smettere mai di sognare! Ti voglio bene piccolina!!!!!
Io, la mia sorellina, l'ho vista nascere e lottare con le unghie per conquistarsi un posto nel mondo fin da quando era piccina. Ricordo la sua forza e la sua determinazione di restare aggrappata a noi, anche quando stava in piedi solo grazie alle flebo. Ricordo la sua testardaggine nel raggiungere tutti gli obiettivi che si prefiggeva... le arrampicate sugli armadi, i salti sul letto... le corse in bicicletta...i pianti sfiancanti per ottenere quello che voleva...
Se dovessi definirla con due parole la chiamerei determinazione e coraggio.
Per molti anni l'ho persa di vista. Io, concentrata a mettermi nei guai e a ricostruire la mia vita, e lei a scappare alla ricerca di una vita che le calzasse a pennello. Ho visto da lontano le sue cadute, le sue lotte, ma cio' che più mi affascina sono state le sue conquiste e le sue vittorie.
Ho visto la forza di una leonessa, la leggerezza di una farfalla, la determinzazine di un mulo e il coraggio di chi davvero ha capito che la vita va vissuta per essere felici.
Ed oggi la vita la sta ripagando di tutte le fatiche fatte e anche di quelle che ci saranno ancora, perchè in fondo la vita è così... mica una passeggiata in centro... E' salite e discese e poi ancora salite e cadute e ancora ampi respiri di orizzonte e di cielo.
Non ho grandi cose da augurarti, perchè so che comunque vada sarà un vero successo. Hai in te tutto ciò che ti occorre per essere una grande mamma...abbi solo sempre la forza e la voglia di essere te stessa. Se il piccolino ha scelto proprio te per essere la sua mamma vuol dire che sei la migliore per lui...con lui crescerai ogni giorno un po' di più. I suoi passi, saranno anche i tuoi, ogni sua conquista una nuova meta per te, le sue sconfitte, i suoi pianti, i suoi sorrisi, le notti insonni, le lacrime di gioia, i momenti di sconforto... tutto ti sarà donato per arrivare ad essere la donna meravigliosa che sei già ora, ma che diventerà semplicemente più definita, giorno dopo giorno, anno dopo anno, se rimarrai fedele a te stessa, al tuo cuore, alle tue passioni, ai tuoi sogni, ai tuoi desideri. E appoggiati a Paolo quando ti senti crollare, è più forte di quanto immagini...e insieme sarà una bellissima avventura da vivere!!!!
Adesso goditi il miracolo, assapora ogni istante, vivi e non smettere mai di sognare! Ti voglio bene piccolina!!!!!
giovedì 1 novembre 2018
COS'E' PER TE LA FELICITA' ?
Qualche giorno fa Elisabetta mi stava raccontando che a scuola hanno visto il film "Alla ricerca della felicità" e che presto il professore avrebbe chiesto loro di svolgere un tema spiegando cosa sia la felicità. Mi ha detto che non si sente in grado di dire che cosa sia per lei questa tanto osannata emozione. E mi ha girato la domanda : "Mamma, per te cos'è la felicità ?"
Le ho allora detto che credo sia essere sereni, sentirsi in pace. Ok, non sono stata proprio convincente ed infatti non ha accettato questa frettolosa definizione. "Eh, no mamma...troppo semplice! La serenità è la serenità...sono due cose ben distinte! Impegnati di più" In realtà non riuscivo ad articolare in poche e brevi parole quello che penso e credo riguardo questa meravigliosa emozione che tutti nella vita, costantemente, cerchiamo di raggiungere. A scanso di ulteriori cazziatoni da parte sua, sono andata a cercare il corretto significato di questa parola sul vocabolario:
FELICITA': la felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri
L'etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, "felice", la cui radice "fe-" significa abbondanza, ricchezza, prosperità.
Per anni ho inseguito disperatamente la felicità. Non facevo altro che lamentarmi di quanto la mia vita fosse poco soddisfacente, banale, inutile. Ho cercato la felicità nelle cose più disparate, ma senza mai trovarla, senza riuscire ad afferrarla realmente, se non per qualche breve istante. La cercai nella scuola, nei voti che prendevo, ma bastava che un giorno un sette e mezzo diventasse un sei, che sprofondavo in una sorta di angoscia inconsolabile. Mi resi conto con gli anni che volevo essere brava a scuola solo perché questo mi avrebbe resa popolare e quindi amata. Oggi non ripongo più la felicità nell'approvazione degli altri, ma ho dovuto lavorare parecchio per liberarmi dal bisogno di sentirmi costantemente amata. Ci fu un momento, nella mia adolescenza, in cui mi misi senza sosta alla ricerca della felicità fuori casa, tra gli ultimi, i dimenticati, i poveri. Cominciai a frequentare qualsiasi gruppo si occupasse di volontariato, di fare carità cristiana. Era appagante, mi sentivo realizzata, in pace. Quando facevo del bene il mio ego era alle stelle. Pensavo che essere utile agli altri mi rendesse felice. E, invece, quando tornavo ad essere sola con me stessa, il senso di vuoto, l'essere insoddisfatta, inappagata mi divorava. Sia ben chiaro, non sto dicendo che dobbiamo diventare degli egoisti per poter star bene con noi stessi, ma fino a quando non stiamo bene profondamente, illuderci che saremo felici aiutando gli altri ci farà solamente perdere tempo. Potremo continuare ad essere caritatevoli, ma consapevoli che stiamo solo facendo del bene a noi stessi, che forse attraverso un gesto altruista potremo guarire il nostro animo, nella sua parte più nascosta e ferita. Ma non è questa per me, oggi, la felicità.
Ad un certo punto, ho cominciato a cercarla nella preghiera. Pregavo moltissimo, recitavo parole di invocazione, richieste di aiuto. Pregare mi dava pace, sollievo; mi dava l'illusione di non dovermi preoccupare di nulla, perché c'era Qualcuno che avrebbe pensato a me. Col tempo ho però compreso, che per me, la preghiera era diventata solo un alibi per non dover prendere in mano la mia vita. Potevo rimanere inerme, senza far nulla perché tanto c'era Lui che pensava a tutto. Oggi credo che anche per pregare si debba essere persone complete, capaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. In fondo, se Dio viene descritto come un padre, altro non fa che amarci e desiderare che i suoi figli siano felici. E nemmeno questa, oggi è per me la felicità.
Poi cominciai a cercare la felicità nelle relazioni, sia in amicizia che in amore. Ero felice se qualcuno si interessava a me, qualsiasi cosa lo attirasse . Non era importante che venissi apprezzata per quello che ero realmente. Mi sentivo felice per ogni sguardo, per un bacio rubato o per il tempo che mi veniva dedicato. Ma appena una relazione finiva, quando un'amica scompariva nel nulla rimanevo nuovamente con il vuoto. Oggi ho imparato che gli altri non sono responsabili della mia felicità e nemmeno colpevoli della mia tristezza.
Quando mi sono resa conto che la mia vita era stata una fuga costante ed inarrestabile da me stessa, in una sterile ricerca di qualcosa che non avrei mai potuto afferrare se non entrando nella profondità di ciò che ero, è cominciata per me la vera ricerca della felicità. O meglio, ho cominciato ad essere felice.
Oggi mi sento una persona felice perché sono allineata. Il mio cuore, la mia testa e le mie azioni hanno finalmente deciso di collaborare e muoversi nella stessa direzione. Non sono tutti i giorni sorridente, gioiosa e giocherellona: non è per me oggi questa la felicità. Anche nelle giornate NO, nei momenti in cui sono pessimista, negativa, quando la malinconia mi afferra e tenta in tutti i modi di farmi sprofondare, io mi sento felice.
Sono felice perché posso dire GRAZIE alla vita di quello che ho, e non è poco se ci presto attenzione.
Ho tre figli meravigliosi, che stanno crescendo dritti nonostante la storia storta in cui si sono trovati.
Ho un amico e compagno al mio fianco che mi ama così come sono e mi sta insegnando a non abbandonare la strada della felicità.
Ho una famiglia sgangherata ma con radici profonde e amore solido.
Ho amiche leali e sincere e nonostante siano pochi i momenti in cui ci vediamo, so di poter contare su di loro sempre.
Sono felice quando arrivo al lavoro ed un nugolo di bambini vocianti mi si piomba addosso e mi stringe forte.
Sono felice quando finisce l'orario di lavoro e torno a casa dai miei figli.
Sono felice quando mi posso sedere e faccio la maglia come fossi una nonna.
Sono felice durante le partite di rugby.
Sono felice quando piove perché posso camminare sotto la pioggia.
Sono felice ogni volta che mi siedo al pc a scrivere.
Sono felice dei progetti che pian piano stanno delineandosi.
Sono felice anche quando piango e fatico a risalire dai momenti negativi: mi aiutano a tenere duro.
Sono felice ogni volta che riesco a superare gli ostacoli, perché mi permettono di misurarmi con le mie debolezze e la mia forza.
La pizza
Il gelato
Il lago
La montagna
Il vento sul viso quando la moto ci porta lontano
Le mie sorelle
La risata di Michele
Il bene dei nonni dei miei figli
Una telefonata inaspettata
La mia nipotina Camilla che oggi mi ha aperto il cuore
Il bacio di Elisabetta
La telefonata di Federico da Livigno
Mia mamma
Michele che suona il pianoforte
Mio fratello
Un bicchiere di Gewurtztraminer
QUESTO E TANTO ALTRO È PER ME OGGI LA FELICITA'
Oggi mi sento una persona felice perché sono allineata. Il mio cuore, la mia testa e le mie azioni hanno finalmente deciso di collaborare e muoversi nella stessa direzione. Non sono tutti i giorni sorridente, gioiosa e giocherellona: non è per me oggi questa la felicità. Anche nelle giornate NO, nei momenti in cui sono pessimista, negativa, quando la malinconia mi afferra e tenta in tutti i modi di farmi sprofondare, io mi sento felice.
Sono felice perché posso dire GRAZIE alla vita di quello che ho, e non è poco se ci presto attenzione.
Ho tre figli meravigliosi, che stanno crescendo dritti nonostante la storia storta in cui si sono trovati.
Ho un amico e compagno al mio fianco che mi ama così come sono e mi sta insegnando a non abbandonare la strada della felicità.
Ho una famiglia sgangherata ma con radici profonde e amore solido.
Ho amiche leali e sincere e nonostante siano pochi i momenti in cui ci vediamo, so di poter contare su di loro sempre.
Sono felice quando arrivo al lavoro ed un nugolo di bambini vocianti mi si piomba addosso e mi stringe forte.
Sono felice quando finisce l'orario di lavoro e torno a casa dai miei figli.
Sono felice quando mi posso sedere e faccio la maglia come fossi una nonna.
Sono felice durante le partite di rugby.
Sono felice quando piove perché posso camminare sotto la pioggia.
Sono felice ogni volta che mi siedo al pc a scrivere.
Sono felice dei progetti che pian piano stanno delineandosi.
Sono felice anche quando piango e fatico a risalire dai momenti negativi: mi aiutano a tenere duro.
Sono felice ogni volta che riesco a superare gli ostacoli, perché mi permettono di misurarmi con le mie debolezze e la mia forza.
La pizza
Il gelato
Il lago
La montagna
Il vento sul viso quando la moto ci porta lontano
Le mie sorelle
La risata di Michele
Il bene dei nonni dei miei figli
Una telefonata inaspettata
La mia nipotina Camilla che oggi mi ha aperto il cuore
Il bacio di Elisabetta
La telefonata di Federico da Livigno
Mia mamma
Michele che suona il pianoforte
Mio fratello
Un bicchiere di Gewurtztraminer
QUESTO E TANTO ALTRO È PER ME OGGI LA FELICITA'
giovedì 25 ottobre 2018
PRENDERE IL VOLO
Sono quasi le 22 e sono rientrata a casa da pochi minuti. Ho accompagnato Federico da mia mamma. Domani partirà per uno stage a Livigno: tre settimane lontano da casa. Non è la prima volta che si allontana. Eppure questa volta è DIVERSO. Oggi qualcosa nel mio stomaco si sta smuovendo. E anche dagli occhi qualche lacrima decide di avanzare e scorrere lungo le guance. Non sono mai stata una mamma apprensiva o iperprotettiva. Al contrario ho sempre lasciato molto spazio ai suoi voletti. Vivevo nella certezza che dopo aver esplorato lo spazio circostante, con qualche battito d'ali sarebbe ritornato nel suo nido, da me. Sono pienamente consapevole che anche questa volta tornerà da me; ha ancora da finire la scuola e non è ancora arrivato il giorno del grande volo. Ciononostante ho come l'impressione che stia facendo le prove generali. E per quanto io ne sia felice, fiera, orgogliosa, sento che una parte di me si sta staccando. Non avrei mai pensato di provare questa sensazione, lo confesso. Quando mi capitava di imbattermi in mamme che si dicevano tristi perchè i loro figli stavano lasciando il nido, faticavo a comprendere come fosse possibile non gioire della loro autonomia, delle loro scelte e soprattutto non agognare finalmente di poter prendersi del tempo per se stesse. Continuo a pensare che ho voglia di cominciare a poter camminare per casa senza fare lo slalom tra calzini sporchi, o passare per il corridoio indenne invece che ritrovarmi coinvolta in qualche faida fratricida. Eppure la parte non razionale di me sta attraversando il momento del distacco...il taglio del cordone. Vai Federico...vola lontano... esplora...conosci...impara...cadi e rialzati. Una parte del mio cuore vola con te anche se il volo è tuo. Non posso dirti quale corrente ascensionale percorrere o in quale direzione andare. Ma da lontano, e da vicino sempre, seguirò le tue migrazioni, i tuoi viaggi, le tue avventure. E quando avrai voglia di nido e di un'ala sotto la quale riposarti un poco prima di riprendere il viaggio io ci sarò sempre.
mercoledì 17 ottobre 2018
17 ANNI DI TE
A te che sei stato il primo a rendermi mamma
A te che per la prima volta hai stretto il mio dito nel tuo piccolo pugno
A te che da quando sei nato non hai fatto altro che distruggere ogni mia certezza sulla vita
A te che da piccolo eri ingordo di letture e non smettevi mai di prendere un libro tra le mani affinchè ti leggessi una storia
A te che non sei mai stato un bambino come gli altri perchè non ti interessava essere come tutti ti volevano
A te che testardamente hai seguito il tuo cuore in ogni tua passione, sia quando passavi ore a giocare a travestirti e impersonare maghi, angeli e stregoni, sia quando ti disinteressavi del pallone
A te che stai inseguendo tenacemente i tuoi sogni
A te che te ne sei fregato di avere qualche chilo di troppo quando hai iniziato a ballare
A te che hai fatto vedere a tutti quanti tutto il tuo amore per il ballo e la tua bravura
A te che hai sofferto tanto ma non ti sei mai arreso
A te che non sempre sei compreso da alcuni ma allo stesso tempo sei anche tanto amato ed apprezzato da altri
A te che quando sei approdato in maneggio ti sei lasciato curare dai cavalli
A te che hai trovato il tuo spazio dove sentire meno il dolore
A te che hai saputo scegliere sempre ciò che ti rendeva felice
A te che quando ti ho beccato con le sigarette ti avrei ammazzato ma sono felice di essermi trattenuta dal farlo
A te che stai lottando per trovare te stesso e seguire la tua strada
A te che sei irascibile, prepotente ed egoista ed allo stesso tempo sensibile, buono e generoso
A te che ancora non hai fatto tesoro della tua sensibilità e pensi a volte di eliminarla facendo finta di fare lo stronzo
A te che in casa sei un orso permaloso e nel mondo un ragazzo splendido
A te che stai crescendo
A te che quando hai cercato il posto per lo stage non ti sei arreso ed hai ottenuto ciò che volevi
A te che sei maturato tanto pur restando sempre il mio piccolo bambino
A te che sei arrabbiato, deluso, amareggiato, ma non ti arrendi
A te che hai voglia di cambiare, ricominciare, trovare nuove strade
A te che mi hai insegnato ad avere orizzonti mentali nuovi
A te che ti batti per un mondo più giusto
A te che non hai mai paura di metterti dalla parte di chi è discriminato
A te che troverai la tua strada
A te che sono certa riuscirai a far pace con i tuoi demoni interiori
A te che un giorno guarderai profondamente dentro te stesso e ti riconoscerai
A te che oggi compi 17 anni ed il tuo piede è lungo circa quanto eri lungo appena nato
A te che non riesco a credere che sei quasi maggiorenne e presto migrerai a cercare il tuo posto nel mondo
BUON COMPLEANNO !!!!
Ti auguro tutto ciò che di meglio una madre possa augurare al proprio figlio , ma ciò che sopra ogni cosa ti auguro è che tu possa fare pace col tuo passato, accettare le cose che non possono essere cambiate ed amarle nella loro imperfezione, perchè allora e solo allora troverai la pace.
A te che per la prima volta hai stretto il mio dito nel tuo piccolo pugno
A te che da quando sei nato non hai fatto altro che distruggere ogni mia certezza sulla vita
A te che da piccolo eri ingordo di letture e non smettevi mai di prendere un libro tra le mani affinchè ti leggessi una storia
A te che non sei mai stato un bambino come gli altri perchè non ti interessava essere come tutti ti volevano
A te che testardamente hai seguito il tuo cuore in ogni tua passione, sia quando passavi ore a giocare a travestirti e impersonare maghi, angeli e stregoni, sia quando ti disinteressavi del pallone
A te che stai inseguendo tenacemente i tuoi sogni
A te che te ne sei fregato di avere qualche chilo di troppo quando hai iniziato a ballare
A te che hai fatto vedere a tutti quanti tutto il tuo amore per il ballo e la tua bravura
A te che hai sofferto tanto ma non ti sei mai arreso
A te che non sempre sei compreso da alcuni ma allo stesso tempo sei anche tanto amato ed apprezzato da altri
A te che quando sei approdato in maneggio ti sei lasciato curare dai cavalli
A te che hai trovato il tuo spazio dove sentire meno il dolore
A te che hai saputo scegliere sempre ciò che ti rendeva felice
A te che quando ti ho beccato con le sigarette ti avrei ammazzato ma sono felice di essermi trattenuta dal farlo
A te che stai lottando per trovare te stesso e seguire la tua strada
A te che sei irascibile, prepotente ed egoista ed allo stesso tempo sensibile, buono e generoso
A te che ancora non hai fatto tesoro della tua sensibilità e pensi a volte di eliminarla facendo finta di fare lo stronzo
A te che in casa sei un orso permaloso e nel mondo un ragazzo splendido
A te che stai crescendo
A te che quando hai cercato il posto per lo stage non ti sei arreso ed hai ottenuto ciò che volevi
A te che sei maturato tanto pur restando sempre il mio piccolo bambino
A te che sei arrabbiato, deluso, amareggiato, ma non ti arrendi
A te che hai voglia di cambiare, ricominciare, trovare nuove strade
A te che mi hai insegnato ad avere orizzonti mentali nuovi
A te che ti batti per un mondo più giusto
A te che non hai mai paura di metterti dalla parte di chi è discriminato
A te che troverai la tua strada
A te che sono certa riuscirai a far pace con i tuoi demoni interiori
A te che un giorno guarderai profondamente dentro te stesso e ti riconoscerai
A te che oggi compi 17 anni ed il tuo piede è lungo circa quanto eri lungo appena nato
A te che non riesco a credere che sei quasi maggiorenne e presto migrerai a cercare il tuo posto nel mondo
BUON COMPLEANNO !!!!
Ti auguro tutto ciò che di meglio una madre possa augurare al proprio figlio , ma ciò che sopra ogni cosa ti auguro è che tu possa fare pace col tuo passato, accettare le cose che non possono essere cambiate ed amarle nella loro imperfezione, perchè allora e solo allora troverai la pace.
martedì 16 ottobre 2018
LA FORZA DI UNA MAMMA
Oggi ho accompagnato Alessio al suo incontro settimanale con Silvia la terapeuta che lo sta aiutando nelle sue difficoltà con la matematica. Tutte le volte, mentre sto seduta fuori dallo studio sferruzzando e chiacchierando con mia mamma, c'è una ragazza; avrà circa la mia età e due occhi di una profondità pazzesca. La vedo arrivare sempre sorridente con la sua piccolina in braccio e un'altra figlia che le sta appresso. Entra nella sala d'attesa rilassata, trasmette pace e serenità al solo vederla. Quasi sempre è carica di borse con il suo piccolo fagottino che le sta avvinghiato come un koala. Deposita le sue cose su una sedia e accompagna la piccola nella stanza di fisioterapia. La sento parlottare con la dottoressa e poi esce. Si siede sulla sedia e con una pazienza infinita inizia a rispondere alle mille domande che le pone la figlia più grande, che avrà all'incirca 9 anni. Con la punta dell'occhio la osservo e non percepisco in lei e nei suoi gesti nè fretta nè impazienza. Ride spesso e la sua voce è rassicurante e serena. A volte i nostri sguardi si incrociano e tutte le volte penso che vorrei parlarle e conoscerla meglio, poi mi dico che forse è meglio se mi faccio i fatti miei e riposo gli occhi sui ferri ricominciando ad intrecciare le maglie una dopo l'altra. Credo di esserle simpatica; ciò che so di sicuro è che lei a pelle mi piace. Finita l'ora, la terapista la chiama nella stanzetta. Io non vorrei origliare, ma tengono la porta aperta e parlano a voce alta. La dottoressa le elenca tutti i progressi della piccola e lei si rivolge sempre alla sua bambina facendole un sacco di complimenti e di incoraggiamenti, coinvolgendo sempre la sorella. Poi esce, riprende tutto il suo carico, mi guarda, mi sorride, ci salutiamo e torna a casa.
Oggi quando è arrivata è entrata subito nello studio. Poco dopo è uscita ... sento che ha ricevuto una telefonata...parla serenamente e si mette come sempre a parlare e giocare con sua figlia. Ad un certo punto l'ha invitata a scendere al piano di sotto per prendersi una merendina. Non appena la bimba ha voltato l'angolo, si è portata le mani sul viso e ha cominciato a piangere, silenziosamente, compostamente, ma percepivo i suoi sussulti. Due minuti di sfogo, poi si è alzata, è andata in bagno e si è asciugata tutte le lacrime. Nel mentre è tornata la grande con la merenda. "Mamma, come mai piangi?" le ha chiesto. Lei l'ha guardata teneramente e le ha risposto: "Tranquilla, non sto piangendo. Va tutto bene"
Avrei voluto avvicinarmi e stringerla forte in silenzio, senza parlare.
Quando la terapista l'ha chiamata, come sempre l'ho sentita sollevata e felice di ascoltare i progressi della sua bambina. E' uscita, ha raccolto il suo carico di borse e uscendo col suo koala al collo, mi ha sorriso e ci siamo salutate.
Ho pensato che non sappiamo davvero nulla delle persone e che spesso non possiamo lontanamente immaginare quale dolore si contorce dietro ad un sorriso. Ho pensato alla forza che hanno le madri, capaci di piangere di nascosto per non turbare i loro figli. Ho pensato anche alle madri che invece quelle lacrime le versano e guardando i loro piccoli ammettono che a volte hanno paura, ma che continueranno ad essere forti, dopo essersi asciugate gli occhi. Ho pensato che se imparassimo a guardarci negli occhi, a salutarci e non aver così paura degli altri, forse potremmo trovare nuovi amici. Ho pensato che il mondo sarebbe un posto migliore con la tenerezza. Ho pensato che possiamo sempre rialzarci dopo i momenti di sconforto e ricominciare col sorriso. Ho pensato che grande è la forza di una mamma.
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