Anche quella sera si sentiva inquieta. Irrazionalmente, ogni qualvolta l'esile falce
lunare diveniva un disco pieno e luminoso, qualsiasi cellula del suo corpo entrava in
una sorta di agitazione. Tutto, dalla punta dei suoi neri e lucenti capelli fino
all'estremità dei suoi piedi fremeva e veniva scosso da brividi inspiegabili.
Non era sempre stato così per Luna. Per quel poco che poteva ricordare la sua era
stata un'infanzia normalissima. Tormentata, sfortunata ed un poco tragica, forse, ma
senza nessuna arcana stranezza. Era nata una notte di luna piena, nella calda ed
accogliente stanzetta di una capanna isolata tra i boschi. Sua madre era scomparsa
prematuramente dopo averla stretta tra le sue braccia ed averla chiamata Luna, in
onore di quel cerchio sfavillante che aveva illuminato il travaglio e l'aveva benedetta
con la nascita di quella meravigliosa bambina. Nessuno le aveva mai saputo
raccontare cosa fosse realmente accaduto quella notte, probabilmente perché nessuno
lo sapeva davvero. Suo padre, un lavoratore instancabile, si era chiuso nel proprio
dolore, ma non aveva fatto sentire la sua assenza alla piccola. L'aveva accudita ed
amata consentendole di crescere serenamente. Luna trascorreva le sue giornate
correndo tra gli alberi, parlando con gli animali e in compagnia degli altri bambini
che come lei vivevano nelle piccole baite boschive.
La prima volta che un raggio lunare attraversò come una scossa ogni angolo del
suo corpo era il giorno del suo sedicesimo compleanno. Il brivido, profondo, era
passato quasi impercettibilmente, sepolto dalle numerose emozioni che sempre le
laceravano il cuore in occasione dell'anniversario. Come poteva essere davvero felice
se sentiva dentro di se' la colpa di essere la causa della morte di sua madre? Chi mai
poteva amare una portatrice di sciagure? Come riusciva suo padre a guardarla senza
rancore dopo che lei gli aveva portato via la donna che amava? Assorta nei suoi mesti
interrogativi non aveva avvertito lo strano fremito che aveva attraversato il suo corpo,
a differenza di suo padre, che, in adorazione della figlia, si era precipitato accanto a
lei preoccupato per quello strano tremolio che l'aveva colta all'improvviso.
"Luna, tutto bene? Hai la febbre?" le chiese con tono apprensivo.
La ragazza lo guardò stralunata. "Papà, cosa ti prende? Sto benissimo, come ti
viene in mente che io possa avere la febbre?"
"Hai appena tremato tutta, come se fossi colta da brividi di freddo."
"Papà, sei sicuro tu di stare bene?" replicò lei.
" Luna, davvero, non farmi preoccupare. Hai cominciato a fremere mentre eri
assorta nei tuoi pensieri; un sussulto ben visibile. Non riesco davvero a capire come
tu non lo possa aver sentito. Non mentirmi, figliola, se qualcosa non va dimmelo.
Sicura che non devo chiamare il dottor Prinzio?" Continuò il padre, guardando Luna
con una tenerezza infinita.
"Oh papà, non ti direi mai una bugia. Sto benissimo, nessun dottore" rispose lei
ricambiando il paterno sguardo. Quella sera la ragazza andò a dormire serena, ignara
di quello che le stava accadendo.
Il secondo brivido non passò però in sordina, così come le successive
manifestazioni misteriose di quel tremore. La sensazione di inquietudine ormai
cominciava ad assalirla non appena la luna diventava tonda e luminosa. Anche quella
sera, appunto, la ragazza si trovava nella sua camera, in attesa di quel sussulto che
riempiva la sua testa di domande, quando una civetta si posò sul davanzale della
finestra e la fissò. Fu allora che sentì la familiare scossa attraversarla nel profondo,
scuotendola però energicamente, con una forza mai percepita fino ad allora ed ebbe
paura. Nel goffo tentativo di liberarsi da quel tremore, che l'aveva spaventata, cadde
rovinosamente dal letto. Fu in quel momento che si accorse della piccola pergamena
trattenuta tra le zampe dal candido rapace. Un piccolo foglio ben arrotolato, chiuso
con un sigillo. La ragazza timidamente si risollevò dal pavimento, allungò la mano
verso il volatile che non aveva mai spostato il suo sguardo dai suoi occhi ed attese in
silenzio, mentre la sua testa cercava di elaborare il più velocemente possibile una
teoria plausibile per spiegarsi cosa le stesse accadendo. Di sicuro aveva avuto un
brutto incubo ed era ancora assorta in una specie di sogno dentro un altro sogno. Non
c'era altra spiegazione.
La civetta fece un piccolo volo tra le pareti della capanna, poi posò sulla mano di
Luna la missiva e con due battiti d'ali riprese la strada del bosco, alla ricerca di
qualche piccolo roditore con cui sfamarsi .
No, non stava dormendo, ormai ne era certa. Con il cuore che accelerava per la
paura e lo stupore, Luna srotolò il dono appena ricevuto. Iniziò a leggere e gli occhi
si riempirono immediatamente di lacrime. “Piccola mia, se stai leggendo queste parole significa che la vita non è stata molto
dolce con noi due. Mi auguro tu abbia avuto comunque un'infanzia felice e che tu sia
amata, come lo sono stata io nel corso della mia breve esistenza. Quando ancora tu
sguazzavi come un piccolo pesciolino nel mio grembo, ho affidato queste righe alla
saggia Civetta perché tu potessi, superati i tuoi sedici anni, decidere se accogliere il
dono della luna o rifiutarlo. Mi rendo conto di essere piombata come un fulmine a
ciel sereno nella tua vita ed hai tutto il diritto di essere arrabbiata e sconvolta. Ma ci
sono alcune cose che devi sapere. Probabilmente tuo padre per proteggerti non ti ha
mai raccontato la tua vera storia, ma non essere in collera con lui.
Quando scoprii di essere una strega avevo più o meno l'età che tu hai oggi. Me ne
accorsi una notte di luna piena. Un raggio mi attraversò il corpo e da quel giorno
non fui più la stessa. Presto mi resi conto di riuscire a leggere nel cuore della gente.
Se qualcuno si faceva male, mi era sufficiente appoggiare il palmo della mano sulla
ferita e quella si rimarginava. Avevo visioni e facevo sogni premonitori. All'inizio era
bellissimo: mi sentivo utile ed invincibile. Poi mi scontrai con la realtà. Essere una
strega poteva diventare pericoloso. Tanti mi volevano morta, avevano paura solo a
salutarmi. Qualcuno diede fuoco alla mia capanna .
Fu allora che conobbi tuo padre. Era uno dei ragazzi accorsi in mio aiuto per
spegnere l'incendio. Mi innamorai all'istante dei suoi occhi di cielo. Potevo leggere il
suo cuore. Mai nella vita avevo incontrato una persona tanto buona. Anche lui
ricambiò subito il mio interesse e dopo sei mesi ci sposammo. Gli rivelai fin
dall'inizio la mia natura arcana e fu il mio sostegno anche quando tutti mi
allontanavano e mi evitavano.
Ma il giorno in cui scoprimmo di aspettare te mi fece promettere che mai e poi mai
ti avrei tramandato il dono della luna. Lo amavo moltissimo, ma non potevo impedire
alla magia di scegliere chi voleva come sua ancella. Per questo prima di vedere la
luce lunare brillare nei tuoi occhi ti scrissi questa lettera. Volevo che tu sapessi che quello che ti sta accadendo non è una maledizione. Ma sta a te decidere se accogliere
questo regalo.
Ora che sai chi sei e da dove provieni puoi percorrere questo cammino. Bimba
mia, non aver paura dei tuoi poteri: se li saprai governare con saggezza saranno una
benedizione per te e tutti coloro che incontrerai. Ora vai senza paura a cercare la
civetta, lei ti indicherà la strada”.
Luna arrotolò la lettera, la mise nella piccola botola che aveva sotto al letto insieme
al dipinto di sua madre ritratta mentre rideva spensierata e col palmo della mano si
asciugò le lacrime che non avevano smesso per un solo istante di bagnarle
copiosamente le guance.
Lentamente aprì la porta che dava sul retro della casa, cercando di non svegliare
suo padre che, in silenzio, rannicchiato nel suo giaciglio accanto alla stufa a legna,
aveva sentito i singhiozzi della figlia ed aveva compreso. In nome del grande amore
che ancora lo legava a sua madre, non fece nulla per impedirle di uscire di casa alla
ricerca della sua identità. Si rigirò senza fare rumore e nel segreto del suo cuore
benedisse il cammino di Luna, sperando di rivederla presto.
La ragazza appoggiò il piede destro, lento, insicuro, spaventato. Trascinò il sinistro
nella terra polverosa, spaurito, traballante mentre cercava un segnale, un piccolo
indizio che le rivelasse la direzione giusta da prendere. Il cuore sussultava ad ogni
passo ma sentiva in se' la grande forza dell'amore che la proteggeva. Avrebbe
abbracciato la vera se stessa che aspettava pazientemente di essere trovata . Con quel
poco di ardimento che aveva fatto capolino in lei, scomparve nella vegetazione
oscura. Le sembrava di percepire in lontananza echi di voci, animali solitari, tamburi
primordiali. Andò nella loro direzione.
Non sapeva dove quel sentiero l'avrebbe condotta, ma sentiva il suo cuore battere
all'unisono con quei richiami.
Ad ogni palpito la paura diminuiva ed il coraggio si faceva strada.
Un sorriso le illuminò lo sguardo mentre la luna, ormai stanca, andava a dormire.
domenica 9 febbraio 2020
lunedì 27 gennaio 2020
36 giusti
". . . esistono sempre al mondo 36 Giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno d’esserlo, ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto e si prendono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi perché Dio non distrugge il mondo”.
Ho sempre pensato che i giorni della memoria, così come le feste comandate, fossero giorni inutili, messi a casaccio per fare notizia, per creare business. Da qualche anno, invece, sento forte il bisogno di ricordare, di fare memoria. Non certo per imprimere nella mia mente orrori e crudeltà disumana, quanto per non correre il rischio di ripetere tali abomini.
Oggi a scuola l'insegnante di classe è entrata e ha parlato ai ragazzi dei bambini di Villa Emma e di quel piccolo miracolo di coraggio e amore che gli abitanti di Nonantola, piccola cittadina dell'Emilia Romagna compirono durante il doloroso periodo della deportazione.
Un intero paese si prese a cuore le sorti di 73 bambini. Dono' loro una casa, un tetto sotto il quale vivere, diede loro cibo ed ospitalità. Ma soprattutto si preoccupò di garantire libertà a quei bambini, già provati dal dolore e dalla sofferenza. Cosa può insegnare a noi , oggi, Nonantola?
Che insieme possiamo dire di NO al male ed alle ingiustizie
Che se ci teniamo per mano possiamo continuare a restare umani
Che se abbiamo il coraggio di guardare negli occhi un bambino sporco, trasandato, affamato, con un colore della pelle diverso dal nostro, non possiamo vedere nient'altro che un bambino
Che il mondo non ha bisogno di eroi, ma di giusti
Che un atto di giustizia e di amore rimane segreto e non fa rumore
Che la bellezza di una nazione sta nel suo coraggio e non nella paura
Che tenendoci per mano abbiamo meno timore
Che rimanere uniti opponendoci al male ci rende invincibili
Che un atto di vero amore è l'unica cosa che ci salva
Che nessuno verrà mai dimenticato se ci facciamo scudo l'uno con l'altro.
Non possiamo dimenticare perché non possiamo rischiare che tutto quello che è accaduto si ripeta ancora.
Ma soprattutto
uniamoci...prendiamoci per mano... doniamoci atti di gentilezza
perché nessuno mai si senta escluso, emarginato, non voluto, non desiderato, non accolto, non amato.
Solo così il sacrificio di milioni di persone non sarà stato inutile.
Per ogni bambino umiliato
Per ogni donna maltrattata e uccisa
Per ogni uomo privato della sua libertà
Per ogni persona derisa, insultata perché diversa nel colore della pelle
Per ogni ragazzo picchiato perché ama una persona del suo stesso sesso
Per ogni bambino preso in giro a scuola perché ha qualche chilo in più dei suoi compagni
Per chi professa una religione diversa dalla nostra
Per chi è emarginato a causa del suo stato sociale
Per chi viene abbandonato nella sua solitudine
possa il ricordo delle sofferenze atroci e indicibili subite nel corso della storia dagli albori dei tempi fino ad oggi, passando attraverso l'orrore dei lager nazisti, essere un monito per ognuno di noi affinché MAI più nessuno sia privato della sua dignità, della sua libertà e della sua stessa vita.
Ho sempre pensato che i giorni della memoria, così come le feste comandate, fossero giorni inutili, messi a casaccio per fare notizia, per creare business. Da qualche anno, invece, sento forte il bisogno di ricordare, di fare memoria. Non certo per imprimere nella mia mente orrori e crudeltà disumana, quanto per non correre il rischio di ripetere tali abomini.
Oggi a scuola l'insegnante di classe è entrata e ha parlato ai ragazzi dei bambini di Villa Emma e di quel piccolo miracolo di coraggio e amore che gli abitanti di Nonantola, piccola cittadina dell'Emilia Romagna compirono durante il doloroso periodo della deportazione.
Un intero paese si prese a cuore le sorti di 73 bambini. Dono' loro una casa, un tetto sotto il quale vivere, diede loro cibo ed ospitalità. Ma soprattutto si preoccupò di garantire libertà a quei bambini, già provati dal dolore e dalla sofferenza. Cosa può insegnare a noi , oggi, Nonantola?
Che insieme possiamo dire di NO al male ed alle ingiustizie
Che se ci teniamo per mano possiamo continuare a restare umani
Che se abbiamo il coraggio di guardare negli occhi un bambino sporco, trasandato, affamato, con un colore della pelle diverso dal nostro, non possiamo vedere nient'altro che un bambino
Che il mondo non ha bisogno di eroi, ma di giusti
Che un atto di giustizia e di amore rimane segreto e non fa rumore
Che la bellezza di una nazione sta nel suo coraggio e non nella paura
Che tenendoci per mano abbiamo meno timore
Che rimanere uniti opponendoci al male ci rende invincibili
Che un atto di vero amore è l'unica cosa che ci salva
Che nessuno verrà mai dimenticato se ci facciamo scudo l'uno con l'altro.
Non possiamo dimenticare perché non possiamo rischiare che tutto quello che è accaduto si ripeta ancora.
Ma soprattutto
uniamoci...prendiamoci per mano... doniamoci atti di gentilezza
perché nessuno mai si senta escluso, emarginato, non voluto, non desiderato, non accolto, non amato.
Solo così il sacrificio di milioni di persone non sarà stato inutile.
Per ogni bambino umiliato
Per ogni donna maltrattata e uccisa
Per ogni uomo privato della sua libertà
Per ogni persona derisa, insultata perché diversa nel colore della pelle
Per ogni ragazzo picchiato perché ama una persona del suo stesso sesso
Per ogni bambino preso in giro a scuola perché ha qualche chilo in più dei suoi compagni
Per chi professa una religione diversa dalla nostra
Per chi è emarginato a causa del suo stato sociale
Per chi viene abbandonato nella sua solitudine
possa il ricordo delle sofferenze atroci e indicibili subite nel corso della storia dagli albori dei tempi fino ad oggi, passando attraverso l'orrore dei lager nazisti, essere un monito per ognuno di noi affinché MAI più nessuno sia privato della sua dignità, della sua libertà e della sua stessa vita.
martedì 2 luglio 2019
67 anni
Che dire...
sono 67 anni anche per te oggi.
E sono più o meno 20 anni che ci conosciamo.
Avevi poco più della mia età di oggi quando i nostri cammini si sono incrociati.
La vita ha dei suoi percorsi particolari. Mette vicine anime diverse per i più svariati motivi. Probabilmente, quando il destino ha fatto incontrare me e Gianluca, aveva in mente un suo disegno particolare...una sua trama tutta da tessere e ricamare.
In questi anni ho imparato a conoscere i tuoi doni ed anche i tuoi difetti. Ho fatto esperienza della tua bellezza interiore e delle tue cadute; delle tue ferite e delle tue potenzialità.
Che dire...ogni persona che incontriamo si rivela sempre essere un dono. E tu lo sei, non solo in quanto nonna dei miei figli, ma proprio per il tuo essere Rita, con tutte le tue sfaccettature.
Io non ho mai avuto una vera nonna... da piccola c'era la mamma di mio papà che ho avuto modo di conoscere, ma non ho mai frequentato. Andavamo a trovarla poco e nel periodo in cui rimanevo in casa da lei passava la maggior parte del suo tempo a raccogliere briciole e bricioline che cadevano sul pavimento. Quando è mancata non ho sofferto tantissimo, perché la conoscevo a malapena.
Sono però felice che i miei figli ti abbiano come nonna. Credo che non dimenticheranno mai le mille attenzioni che hai sempre per loro.
Il viaggio in Olanda con Elisabetta, la tua sorpresa alla stazione nel giorno del suo compleanno, quando ti sei presentata con un mega cartello in mano. Sono cose bellissime che credo scalderanno il loro cuore quando un giorno lontano non ci sarai più. Non siamo eterni, inutile mentire, ma sapere che qualcuno ti ha amato così tanto rende il ricordo eterno. E sono certa che il tuo segno indelebile in loro lo hai lasciato.
Ed oggi nel giorno del tuo compleanno ti auguro di mantenere il tuo spirito pazzerello, la tua freschezza, il tuo essere spesso ancora bambina, perché in fondo il mondo è bello se lo guardiamo con gli occhi di bambino.
Ti auguro che il tempo possa lenire tutte le ferite che hai ricevuto nel corso di questi anni, e che una volta sanate, tu possa continuare a vederle come gioielli preziosi. Ti auguro di continuare ad apprezzare la vita, a viverla in pieno e a godere della bellezza che ti circonda.
Ti auguro di circondarti di amici veri, di poter essere un'amica leale per coloro che ti sono vicino. Ti auguro sorrisi, abbracci, mani tese... ti auguro di conservare la memoria dei giorni belli e lasciar andare i momenti tristi....ti auguro di ridere perché ridere abbassa la pressione e mantiene il cuore giovane...ti auguro giornate riposanti, notti di luna piena a guardare le stelle, passeggiate in montagna, nuotate al mare, cullata dalle onde. Ti auguro di sentire la vita in ogni sua forma per essere sempre viva in ogni cosa che farai.
Ti auguro in questa giornata speciale che qualcuno ti doni un fiore, ti porti un regalo, ti dia un abbraccio...
BUON COMPLEANNO!!!
sono 67 anni anche per te oggi.
E sono più o meno 20 anni che ci conosciamo.
Avevi poco più della mia età di oggi quando i nostri cammini si sono incrociati.
La vita ha dei suoi percorsi particolari. Mette vicine anime diverse per i più svariati motivi. Probabilmente, quando il destino ha fatto incontrare me e Gianluca, aveva in mente un suo disegno particolare...una sua trama tutta da tessere e ricamare.
In questi anni ho imparato a conoscere i tuoi doni ed anche i tuoi difetti. Ho fatto esperienza della tua bellezza interiore e delle tue cadute; delle tue ferite e delle tue potenzialità.
Che dire...ogni persona che incontriamo si rivela sempre essere un dono. E tu lo sei, non solo in quanto nonna dei miei figli, ma proprio per il tuo essere Rita, con tutte le tue sfaccettature.
Io non ho mai avuto una vera nonna... da piccola c'era la mamma di mio papà che ho avuto modo di conoscere, ma non ho mai frequentato. Andavamo a trovarla poco e nel periodo in cui rimanevo in casa da lei passava la maggior parte del suo tempo a raccogliere briciole e bricioline che cadevano sul pavimento. Quando è mancata non ho sofferto tantissimo, perché la conoscevo a malapena.
Sono però felice che i miei figli ti abbiano come nonna. Credo che non dimenticheranno mai le mille attenzioni che hai sempre per loro.
Il viaggio in Olanda con Elisabetta, la tua sorpresa alla stazione nel giorno del suo compleanno, quando ti sei presentata con un mega cartello in mano. Sono cose bellissime che credo scalderanno il loro cuore quando un giorno lontano non ci sarai più. Non siamo eterni, inutile mentire, ma sapere che qualcuno ti ha amato così tanto rende il ricordo eterno. E sono certa che il tuo segno indelebile in loro lo hai lasciato.
Ed oggi nel giorno del tuo compleanno ti auguro di mantenere il tuo spirito pazzerello, la tua freschezza, il tuo essere spesso ancora bambina, perché in fondo il mondo è bello se lo guardiamo con gli occhi di bambino.
Ti auguro che il tempo possa lenire tutte le ferite che hai ricevuto nel corso di questi anni, e che una volta sanate, tu possa continuare a vederle come gioielli preziosi. Ti auguro di continuare ad apprezzare la vita, a viverla in pieno e a godere della bellezza che ti circonda.
Ti auguro di circondarti di amici veri, di poter essere un'amica leale per coloro che ti sono vicino. Ti auguro sorrisi, abbracci, mani tese... ti auguro di conservare la memoria dei giorni belli e lasciar andare i momenti tristi....ti auguro di ridere perché ridere abbassa la pressione e mantiene il cuore giovane...ti auguro giornate riposanti, notti di luna piena a guardare le stelle, passeggiate in montagna, nuotate al mare, cullata dalle onde. Ti auguro di sentire la vita in ogni sua forma per essere sempre viva in ogni cosa che farai.
Ti auguro in questa giornata speciale che qualcuno ti doni un fiore, ti porti un regalo, ti dia un abbraccio...
BUON COMPLEANNO!!!
sabato 8 giugno 2019
ZOO
Accade per caso che in un giorno qualunque tu ti imbatta nella recensione più dolce che sia mai stata scritta su un libro, un invito alla lettura redatto da uno scrittore che elogia la bellezza di un romanzo e dichiara amore alla sua donna :
"Oggi esce questo libro qui.
Lo ha scritto la scrittrice più brava che io conosca.
Incidentalmente, è anche la donna che amo.
Proprio per questo, so che c'è chi mi considererà meno credibile se vi dico che si tratta di uno dei romanzi più belli, intensi, veri, travolgenti, passionali, che io abbia letto da non so quanto tempo. Ma ho deciso di correre il rischio, con la serenità e l'incoscienza di chi sa di dire, ogni volta, solo la verità (... )
Oggi esce questo libro qui.
Lo ha scritto la scrittrice più brava che io conosca.
Incidentalmente, è anche la donna che amo.
Questo romanzo eccezionale spiega bene il perché, di entrambe le cose."(Matteo Bussola)
Il libro in questione si intitola ZOO e nasce dalla penna, dalla mente e dal cuore di una scrittrice che, chiedo umilmente venia, non conoscevo affatto fino a qualche giorno fa: Paola Barbato, incidentalmente la moglie del Bussola.
Provengo da un periodo di "blocco del lettore"; mesi passati a cominciare romanzi senza riuscire a portarli a termine. Ho sul comodino una pila di volumi che "prima o poi riuscirò a finire"...o per lo meno questo è quel che spero.
Fatto è che non leggevo un romanzo dall'inizio all'ultima riga da dicembre...
Forse è proprio vero che sono i libri a sceglierci e non noi che li acciuffiamo dagli scaffali portandoceli dietro come fossero tesori preziosi.
E ZOO mi ha afferrata...catturata...imprigionata tra le sue spire. Fortunatamente, solo in senso metaforico.
A differenza di quel che accade ad Anna, che un giorno si risveglia , tra le sbarre di una gabbia, narcotizzata, in un luogo sconosciuto,senza il ricordo di quel che ha fatto o le è accaduto nelle sue ultime ore: paura, spavento, terrore allo stato puro e poi la mente lucida che analizza, osserva,inquadra e fa agire.
Rabbia, gelosia, cattiveria, freddezza, calcolo, spirito di sopravvivenza si mescolano, intrecciandosi tra loro, a sentimenti più nobili come la tenerezza, il calore umano, l'amicizia, l'amore vissuto nelle sue forme più strane e più malate, ma che pur sempre, trattandosi di amore, mantiene il suo potere taumaturgico.
Scoprirsi vulnerabile, progressivamente nuda e ridotta ad una sorta di fiera da baraccone, obbliga Anna a venire a patti con le sue paure più grandi, con i suoi difetti , la cattiveria radicata nel cuore, la rabbia che come una fiammella brucia in lei , i ricordi di una madre opprimente e la paura di non uscire viva.
Un romanzo crudo, sconvolgente, che ti lascia spesso senza fiato.
Un romanzo, che oltre ad essere una storia bellissima, nella sua crudeltà e bestialità , ha il grande pregio di essere un'analisi profonda delle relazioni umane, della nostra condizione, spesso non consapevole, di schiavitù. Siamo tutti marionette governate da fili più o meno invisibili di un burattinaio o abbiamo la facoltà e, forse anche il dovere, di ribellarci a regole prescritte?
E qualora ne fossimo sufficientemente capaci, quale prezzo saremmo disposti a pagare?
Orgoglio calpestato senza remore, giochi di potere... fino a dove si spinge un essere umano ridotto ad una bestia, spogliato della sua dignità? Chi può dire che rimarrebbe coerente coi suoi principi ed ideali, fedele alla sua umanità se fosse completamente privato delle più basilari forme di rispetto umano?
Molti sono gli interrogativi che questo romanzo, crudele, disumano, ma bellissimo nella sua spietatezza, mi ha messo di fronte.
Una scoperta piacevolissima di un'autrice che scrive senza mezzi termini, senza paura di risultare volgare, impudica, indecente e sboccata. Una scrittrice capace di farti vedere i personaggi, come fossero reali, tangibili, crudeli e grezzi, ma così veri che senti i brividi quando li senti avvicinare.
Potere, questo, che appartiene solo ad anime e menti che hanno dentro di se' ancora molti fantasmi, che non hanno paura ogni giorno di guardarli in faccia questi fantasmi, di sconfiggerli, di vincerli di nuovo ogni volta che vengono a bussare. Come i miei fantasmi... come i vostri...con la sola differenza che se sai scrivere così bene, sei anche in grado di fare capolavori.
giovedì 6 giugno 2019
FOGLIE SECCHE
Questa mattina mi sono svegliata pensierosa, come mi accade ormai da parecchi giorni.
Poi sono andata al lavoro,
ho cominciato a spazzare le foglie secche nel cortile,
con 30 gradi,
a giugno.
E niente,
ho pensato che la natura ha un'intelligenza superiore.
Non aspetta che sia autunno per liberarsi dalle foglie secche.
Le butta a terra,
le allontana dai suoi rami
ogni volta che ha bisogno di mettere foglie nuove,
di rinfoltire la chioma,
di crescere e diventare rigogliosa.
Ed ho cominciato a gettare al vento
i pensieri che non mi fanno crescere,
che prendono la linfa che serve alle nuove foglie,
che hanno bisogno di diventare concime per la terra.
E mi sono sentita meglio...
Poi sono andata al lavoro,
ho cominciato a spazzare le foglie secche nel cortile,
con 30 gradi,
a giugno.
E niente,
ho pensato che la natura ha un'intelligenza superiore.
Non aspetta che sia autunno per liberarsi dalle foglie secche.
Le butta a terra,
le allontana dai suoi rami
ogni volta che ha bisogno di mettere foglie nuove,
di rinfoltire la chioma,
di crescere e diventare rigogliosa.
Ed ho cominciato a gettare al vento
i pensieri che non mi fanno crescere,
che prendono la linfa che serve alle nuove foglie,
che hanno bisogno di diventare concime per la terra.
E mi sono sentita meglio...
martedì 4 giugno 2019
GENITORI FELICI...FIGLI FELICI
"Per te è facile...lo hai scelto tu"
"Tu sei contentissima, non te ne frega nulla di come ci sentiamo noi"
"Certo, ti dobbiamo seguire come cagnolini ....facile per te ...sei tu che vuoi andare via da qui "
Queste sono solo alcune delle frasi che ultimamente, ad intervalli abbastanza regolari mi vengono rivolte dai miei figli. E queste forse sono anche le parole più gentili che mi urlano contro.
Ammetto, che ogni volta che mi lanciano queste comprensibilissime lance affilate, io non so che cosa rispondere. Mi blocco con le parole che a malapena riescono a uscire dalla bocca; si impiantano ad un passo dalle labbra e si spengono mentre cerco di soffocare le mie lacrime e la mia fatica. E così, nell'impegnativo tentativo di rimanere serena, ecco che, dopo avere cercato di spiegare serenamente tutte le ragioni che ci hanno portato a prendere questa decisione, esplodo. Non sono in grado di mantenere il controllo e mi arrabbio...o meglio dico le cose in maniera sgarbata, aggressiva.
"Nessuno vi obbliga a seguirmi... se volete potete decidere di rimanere qui con papà " sono le parole che spesso pronuncio per chiudere queste diatribe che mi stanno sfinendo.
Perchè è vero... loro sono i miei figli e non hanno potere decisionale in questo momento e per questa situazione, ma è anche vero che non ho deciso di cambiare città, scuole, lavoro, per un capriccio.
Ho pensato a lungo a tutti i possibili problemi che una scelta di questo tipo avrebbe comportato. Ho messo in conto la loro fatica di salutare gli amici, di allontanarsi da una vita che è sempre stata qui, fin dalla loro nascita. Ma sono certa che presto staremo bene, che a breve la nostra vita prenderà il fiato e ricomincerà a respirare regolarmente, serenamente.
Eppure, ogni volta che li guardo mi sento colpevole. Rea di allontanarli dal loro nido, di strapparli dalle loro amicizie, di obbligarli a seguire il mio percorso. So che non devo farmi schiacciare dai sensi di colpa che lavorano ai fianchi giorno e notte cercando di convincermi a tornare sui miei passi. Molte volte ho pensato che forse dovevo mettere da parte il mio desiderio di condividere la mia vita con Michele, per loro. Che una madre ha il dovere di sacrificarsi per i propri figli. O per lo meno, questo è quello che ho sempre creduto fosse la strada giusta per essere una buona madre.
Poi, ad un certo punto , ho capito che non esistono buone o cattive madri.... ci sono solamente donne, che hanno messo al mondo dei figli. E sono e rimangono prima di tutto...donne. I figli a breve prenderanno la loro strada e mi ritroverei qui, a rimpiangere una vita che desideravo vivere, senza loro tre accanto perchè giustamente impegnati a costruirsi il loro futuro.
Per questo ho deciso che i miei figli meritano una mamma felice, una mamma realizzata. E poichè sono certa, di aver preso in considerazione questo trasferimento anche come un'opportunità migliore per il loro futuro, io mi prendo la responsabilità di inseguire la mia strada, portando loro con me.
E in tutto questo marasma di emozioni, di paure, di ansie, di interrogativi, in questo momento si aggiunge la fatica che leggo stampata negli occhi del loro papà ogni volta che lo incrocio.
Carissimo Gian,
ultimamente, dopo anni in cui credo entrambi ci siamo odiati, abbiamo sfogato tutta la nostra rabbia, il dolore e la delusione per la fine del nostro matrimonio , le litigate prima e dopo la separazione, l'incompatibilità profonda di scelte e di modi di vedere la vita, ecco , oggi, dopo molto tempo, riusciamo a sederci a mangiare allo stesso tavolo, parliamo senza alzare la voce, e per questo sono felice. Ma in queste ultime volte in cui ci siamo visti, io non riesco ad affrontare a cuor leggero il discorso del nostro trasferimento, Perchè so che stai soffrendo, sono consapevole che veder partire i ragazzi, anche se a un'ora di strada da qui, è per te motivo di dolore.
Prima di tutto, però, sono grata che tu abbia compreso e non abbia fatto nulla per ostacolare la mia decisione.
Sono grata che nonostante la tua fatica, li incoraggi a vedere il positivo.
Lo sai, e mai devi dimenticarlo che sei tu il loro papà e che loro questo lo sanno benissimo.
La porta di casa nostra sarà sempre aperta e quando vorrai, anche solo venirli a trovare sarai sempre il benvenuto.
Non lasciarti intimorire dalla strada, la faccio da ormai 4 anni ogni settimana e non è un ostacolo insormontabile.
Abbi sempre la voglia di parlare con loro, di ascoltarli anche se ora che stanno crescendo, sembra non ci vogliano più tra i piedi.
Sono certa che allontanarsi fisicamente non vorrà dire allontanarsi col cuore.
Se vorranno trascorrere del tempo con te sappi che non li ostacolerò, non l'ho mai fatto e non lo farò certo ora.
Sono sicura che troveremo soluzioni per rendere tutto meno pesante, meno difficile.
Ma soprattutto, promettici che cercherai in tutti i modi di pensare a stare bene, a trovare di nuovo serenità, per te stesso, perchè come meritano una mamma felice, meritano anche di avere un papà felice.
Ci siamo fatti tanto male durante la nostra vita assieme, ma abbiamo tre gioielli preziosi che meritano davvero di vederci felici, per poter imparare anche loro ad inseguire senza mai fermarsi i loro sogni e la loro felicità.
domenica 2 giugno 2019
PER SEMPER CO LA OIA
Sono secoli che non pubblico una foto delle mie torte. E non è un caso che sia proprio la torta dei BLACK EAGLES...
Anni fa, quando la mia vita aveva iniziato ad andare a rotoli, quando una profonda crisi aveva messo in discussione tutto ciò in cui avevo creduto fino ad allora, la pasta di zucchero fu la mia salvezza.
Mi salvò come qualsiasi passione è in grado di salvarti: totalmente, irreversibilmente e profondamente.
E quando Alessio decise di iniziare a giocare a RUGBY, sono stata salvata una seconda volta.
Sono approdata nella grande famiglia dei Black Eagles, due anni fa, in punta di piedi...
Ricordo, come fosse ieri il momento in cui ho compilato il modulo di iscrizione.
Ad un certo punto veniva chiesto:
Mi impegno a dare la mia disponibilità per....... seguito da una lista di competenze per me abbastanza improbabili. Fortunatamente, esiste sempre la casella: ALTRO.
Beh, l'unica cosa che sapevo fare in quel momento era scattare qualche fotografia. Quindi molto serenamente ho scritto...scattare le foto alle partite.
Ricordo che chi prese tra le mani il mio foglio, mi disse abbastanza acidamente che tutti i genitori scattavano le foto alle partite. In effetti, se ci penso, credo di essere stata abbastanza presuntuosa al momento. Però dal primo concentramento ho portato con me la mia amata macchina fotografica.Con l'appoggio prezioso di Michele, insieme ci siamo infiltrati sui campi, ed abbiamo iniziato ad immortalare gli attimi preziosi dei ragazzi in campo. Sono molto grata per la fiducia che dopo la prima partita ci è stata accordata. Per noi, accompagnare Alessio ai raggruppamenti è diventato più che un dovere, un appuntamento desiderato ogni volta. Abbiamo amato scendere in campo con i ragazzi, seguirli attraverso il mirino, immortalare le loro azioni, fissare come ricordi preziosi le loro vittorie, le loro sconfitte...insomma vederli crescere e documentare, foto dopo foto la loro maturazione profonda, come giocatori e come ragazzi.
Se mi chiedessero perchè amo così profondamente il rugby, ecco credo che risponderei:
PERCHE' E' UNA SCUOLA DI VITA .
Sono tantissime le lezioni che ho imparato guardando i ragazzi giocare...
che anche se cadi, puoi rialzarti ogni volta
e ti rialzi meglio quando hai qualcuno accanto che ti sostiene
che se stai tremando dalla paura, puoi vincerla
perchè accanto a te c'è un compagno che ti da' forza
che avanzare da solo è difficile,
è meglio aspettare l'amico che è due passi dietro di te, passargli la palla ed avanzare insieme
che colpire duro qualcuno per prendere la palla,
equivale un po' a non aver timore di parlar chiaro per restare te stesso e seguire i tuoi sogni
che se uno va in meta, è perchè in tanti si sono sacrificati per lasciarlo correre
che la palla è imprevedibile,
come la vita, ma la puoi afferrare, giocare, lanciare indietro, riprenderla e metterla a segno
che di fronte a te non hai un avversario,
ma un compagno di viaggio che remandoti contro ti sprona a vincere
che una birra è la miglior medicina per curare una sconfitta
o il miglior modo di festeggiare una vittoria
che nulla al mondo eguaglia il profumo delle salamelle,
anche alle 9 di mattina
che le ore di allenamento di Alessio, sono state l'occasione migliore
per sedermi fuori dagli spogliatoi a fare la maglia come una nonnina
ma più di ogni cosa, quello che ho imparato dal rugby è che è per tutti ... tutti siamo indispensabili, ognuno con il suo talento, la sua particolarità, il suo dono...
Ed oggi, dopo due anni, mi ritrovo qui, con un nodo alla gola a salutarvi.
Quando Michi ed io abbiamo cominciato a progettare la nostra vita in terra bustocca non avrei mai pensato di sentirmi strappare un pezzettino di cuore nel lasciare la mia vita qui. Avevo un forte bisogno di ricominciare, di trovare un nuovo spazio tutto mio, di poter essere me stessa altrove senza che nessuno ricordasse la Chiara di un tempo, quella che ora è solo un ricordo. Non mi ero accorta che con voi lo sono stata...me stessa, rinnovata, senza paura di mostrarmi nelle mie bellezze e nei miei molteplici difetti... So di essere a volte scostante, di non essere sempre capace di condividere lunghe chiacchierate, spesso mi rinchiudo nel mio mondo, mi sono seduta sovente con un uncinetto in mano anche, a volte, per evitare di fermarmi a parlare, ma riconosco di essere capace di creare relazioni, di sentire i cuori degli altri, di sentirli davvero. Ed oggi, se una parte di me soffre nel lasciare voi, che siete per me una piccola famiglia, è perchè mi avete dato tanto, e quel tanto l'ho sentito dentro.
Grazie ad ognuno di voi per quello che siete.
Una volta lessi una meravigliosa poesia che diceva che ogni persona che incontriamo nella nostra vita è come una foglia di un albero:alcune rimangono attaccate al ramo per sempre, altre il tempo di una stagione, poi basta un soffio di vento per portarle lontano, ma pur sempre foglie di quell'albero sono e rimarranno tali.
Alcuni di voi li ho scoperti troppo tardi,ma come dice una persona specialissima..."meglio averti scoperta"
E' vero, andremo un' ottantina di chilometri più avanti... ( o indietro...l'orientamento geografico non è il mio forte), ma sono sicura che certi legami rimarranno vivi e continueremo a volerci bene..PER SEMPER CO LA OIA ...
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