lunedì 10 settembre 2018

40 ANNI

Pubblico, a promemoria, ciò che scrissi il giorno del mio 40mo compleanno....

Ho sempre creduto che non sarebbe accaduto nulla di particolare al compimento dei fatidici 40 anni.
E in realtà così è stato. Non mi sento più vecchia, non mi sento più donna,non mi sento gli anni che ho. Però questa mattina quando mi sono svegliata avevo addosso una sensazione strana; ho anche pensato che forse ho già vissuto più della metà della mia vita. Ma  anche  che in fondo, a qualsiasi età potremmo aver vissuto più di quel che ci resta da vivere. E così ho compreso che non era esattamente quello che mi ronzava nella testa. Mentre leggevo gli auguri che mi sono stati inviati ho compreso: in molti mi avete augurato che ogni mio desiderio si possa avverare...che merito solo cose belle... che la vita mi possa sorridere... che sia una vita in discesa...altri di questi anni!!! È tra quei messaggi che ho percepito chiaramente cosa ha reso diverso questo compleanno....è che non ho desiderato nulla. . Non riuscivo a pensare cosa desiderare...ho solo ringraziato!!!! Ebbene si... caspita ...ho 40 anni ed ho 3 figli meravigliosi che nonostante tutte le mie imperfezioni stanno sbocciando come fiori splendidi... ho una grande famiglia che mi ha sorretto e mi supporta sempre... ho amore intorno a me...un amore solido... leale...paziente... pratico...allegro ...leggero. .. ho amiche profonde... a volte una particolarmente permalosa, senza la quale forse sarei annegata in certi momenti. Mi sento realizzata. Realizzata non vuol dire che mi sento arrivata o perfetta, o migliore...realizzata per me significa che non ho rimpianti , rimorsi...che ho perdonato quel che andava perdonato, lasciato andare quello che bloccava la mia crescita , accolto nuove opportunità, nuova vita.... e da oggi, e qui mi contraddico, ho un desiderio... vivere in pienezza ogni istante.... camminare...evolvere...in poche parole...diventare, come mi ha augurato oggi una donna speciale, "quei colori che mi abitano già "... per almeno altri 40anni!!!!

ELENA

Quando scoprii di essere in attesa di Alessio, il mio terzo bambino, non stavo vivendo un momento facile della mia vita matrimoniale. E forse, alla soglia dei trent'anni, mi trovavo nell'istante in cui una donna comincia a prepararsi al momento dei bilanci. La mia testa era un turbinio di domande e di interrogativi. E non avevo nessuno accanto in grado di accompagnarmi alla ricerca delle risposte. Avevo già due bambini, Federico quasi 7 anni ed Elisabetta 5 anni. Ai tempi non avevo un vero e proprio lavoro, non sapevo chi ero, non sapevo dove volevo andare, ma ero certa di essere infelice, anche se nessuno avrebbe mai pensato che dietro ad una mamma giovane, solare e sempre sorridente potesse nascondersi una donna insoddisfatta ed in cerca di se stessa. Fu per questo che cominciai a scrivere, celata dietro un nick name, in un forum di donne, che come me, avrebbero dato alla luce il proprio piccolo a settembre 2008. Ricordo che ci scrivevamo ogni giorno, raccontandoci senza paure e senza vergogna, tutte le lotte che vive ogni donna durante la magia della gravidanza. Piano piano i post di discussione incominciarono a cambiare. Da post tipo "Come chiamerete il vostro bambino?" o       "Elenco delle cose da mettere in valigia", si arrivò a parlare di noi stesse, della nostra vita, dei nostri sogni e desideri. E fu in questo modo che mi resi conto che non esisteva solo una vita come io l'avevo vissuta fino a quel giorno. C'era un mondo che io non pensavo esistesse, ma che desideravo fortemente conoscere. La condivisione profonda di vissuti così diversi mi aprì orizzonti nuovi e mi mise in contatto con donne splendide,che oggi sono le mie amiche. Loro sono state la mia tifoseria più grande quando ho deciso di prendere in mano la mia vita e affrontare la dolorosa e difficile esperienza della separazione. Loro mi hanno materialmente regalato lo strumento per realizzare i miei sogni, quando decisi di buttarmi nel mondo della pasticceria. Sarebbe falso se vi dicessi che siamo tutte ancora legate e che ci scriviamo ogni giorno ancora oggi. Ma posso garantirvi che a distanza di 10 anni con alcune di loro esiste una vera amicizia, profonda  e sempre presente. 
Elena è una di loro.
Elena è di una bellezza disarmante, anche se lei non se ne rende conto. E' una ragazza mora, sorriso sincero e sguardo profondo. Se ti fermi a guardarla nella profondità dei suoi occhi puoi vedere la passione che le brucia dentro e la implora di darle una via di fuga. Credo che il giorno in cui riuscirà a guardarsi come se fosse un altro ad osservarsi, tremerebbe di commozione per la bellezza che vedrebbe dentro se stessa. Elena ha una forza incredibile. Ha superato dolori che avrebbero annientato chiunque. Eppure lei, è ancora in piedi. Pronta a correre verso la felicità che la attende.
Ieri, ci siamo incontrate di persona per la prima volta. E' venuta a Milano con la sua splendida tribù di ragazze ed il suo bel marito. Ci siamo trovate in piazza del Duomo, senza mai esserci viste personalmente prima di allora. Ammetto di aver avuto paura di trovarmi in imbarazzo, di non sapere cosa dire a parole, dopo che ci eravamo scambiate chilometriche conversazioni via messaggi per 10 anni. E invece, quando ci siamo viste, era come se davvero ci conoscessimo da sempre. Me la sono stretta forte forte, sperando potesse, attraverso quell'abbraccio, percepire quanto la sua amicizia per me è importante, per ringraziarla di sopportare tutti i miei momenti di crisi, per esserci nella mia rinascita. Non sempre l'amicizia decide di rivelarsi per vie normali, a volte si manifesta tramite la tastiera di un computer; ma quando si ha la fortuna di incontrarla, riconoscerla, allora abbiamo anche  il dovere di custodirla come un dono prezioso. Grazie amica mia per esserci! E speriamo di rivederci  presto...magari in terra toscana! 

mercoledì 5 settembre 2018

DOMANI SI RICOMINCIA



Domani si ricomincia...
Stesso posto, stessa gente, stessa ansia... però sono contenta: e' l'anno delle domande sferzanti in attesa di risposte; tempo di bilanci e resoconti. L' anno del coraggio, dei salti nel vuoto e dei tuffi nel passato. 
Quello che ci aspetta non sarà semplice.  Dovrò venire a patti con i miei desideri, con il mio cuore e  tirare fuori dal cilindro magico tutta l'audacia di cui dispongo, anche quella che ancora non so di possedere. Non avere nulla di certo nella propria vita, in alcuni momenti è qualcosa di terribile. Rimani col respiro spezzato dalla paura di non farcela; i tuoi equilibri tanto faticosamente raggiunti, si scompongono improvvisamente, al cambiare del vento. Ma ti scopri capace di camminare su un filo ad altezze vertiginose; impari a ricominciare...ogni mattina. Il bello di questa continua rivoluzione, però, è la libertà. Puoi riorganizzare la tua vita in qualunque momento, mettere sul piatto della bilancia nuovi elementi, variabili inaspettate, senza zavorre inutili che impediscono ai tuoi sogni di sollevarsi in aria come aquiloni. Ed oggi, ad un giorno dal mio rientro al lavoro, non ho ancora nulla di sicuro sul bilanciere. Calzo  le scarpe, salgo sul filo, respiro fiduciosa e decido di camminare. Un passo alla volta verso il futuro che mi attende se solo avrò il coraggio di fare un piccolo salto nel vuoto... verso la tua mano che  aspetta paziente me e i ragazzi per andare insieme nel nostro domani. Grazie di esistere e di esserci sempre. 

giovedì 30 agosto 2018

COMPOSTA DI FICHI PICCANTE

Ogni anno, verso fine agosto, mi prende un'irresistibile voglia di confettura di fichi. Non ho solamente il desiderio di mangiarla, sono assalita proprio da un'insana tentazione di mettermi a cucinarla. Lo scorso anno avevo realizzato tre vasetti di confettura  di fichi e mandorle e giusto venerdì ho aperto l'ultimo rimasto ancora nell'armadio: buonissima!
Oggi mia mamma mi ha portato una cassettina di fichi, che la mia madrina Ida ha colto per me , ed eccomi qua a sperimentare una nuova ricetta. Anzi, ho intenzione di preparare due versioni di questa deliziosa conserva: confettura di fichi e composta piccante di fichi. La prima sarà un'ottimo preparato per deliziose colazioni, la seconda accompagnerà, questo inverno, formaggi e bolliti di carne.

Questa ricetta è una rielaborazione di alcune ricette trovate in rete. Ho preso spunto un po'  qui https://ricette.donnamoderna.com/marmellata-di-fichi-piccante e un po'  là ed ecco la mia versione.

COMPOSTA  DI FICHI PICCANTE :

2 kg di fichi maturi
350 gr di zucchero
1 peperoncino
pepe nero
chiodi di garofano
grappa
cannella in polvere

Ho pulito i fichi tenendo solamente quelli maturi ma belli sodi (i fichi troppo maturi rischiano di lasciare un sapore troppo acidulo). Li ho tagliati a pezzettoni e messi in una pentola a fuoco basso per circa 40 minuti prima di aggiungere zucchero, peperoncino, pepe, cannella e chiodi di garofano. Ho proseguito la cottura per circa una mezz'oretta mescolando per non fare attaccare il composto. Non ho passato con il minipimer la confettura perché mi piace sentire i pezzi di frutta, ma se preferite una consistenza più omogenea, prima di aggiungere le spezie date una frullata. Prima di spegnere ho sfumato con la grappa. Mentre la composta era in cottura ho sterilizzato i vasetti in acqua bollente. Ho riempito poi i vasi con i fichi ancora molto caldi , li ho chiusi e messi a testa in giù. So che al fine di creare il sottovuoto, questa operazione non è fondamentale, ma adoro vedere i barattoli capovolti sull'asse di legno a raffreddare. E' un'azione molto romantica: mi sembra di essere una vecchia nonna che prepara le conserve per tutta la famiglia.  Non vedo l'ora di provare l'abbinamento con un buon formaggio!


2370 chilometri Umbria e ritorno: il rientro a casa


Ore      7: sveglia e colazione
Ore 8.15: partenza

Salutiamo Nunzia e Patrizia ringraziandole della bella permanenza al Castello e saliamo sul nostro destriero pronti per questo viaggio che ci attende. La prima parte di tragitto è decisamente noiosa: autostrada fino a Valdarno se vogliamo essere a casa ad un orario decente questa sera. Man mano che ci avviciniamo alla toscana il paesaggio comincia a cambiare. Non so come spiegarlo, ma ho come l'impressione che più ci allontaniamo dall'Umbria più abbandoniamo la dimensione atemporale che la caratterizza. Niente più distese interminabili di borghi senza età, di colline centenarie, di vigneti e uliveti senza tempo. E' come uscire da una campana di vetro, da una bolla di sapone attraverso la quale tutto ciò che ti circonda ha dei colori meravigliosi. Così è stata per me questa vacanza: un viaggio all'interno di me stessa senza la dimensione del qui ed ora. Un' esplorazione profonda dei miei limiti, delle mie ferite e la scoperta dei miei sogni e dei miei desideri. Ciao Umbria ... ci rivedremo molto presto. 
Purtroppo non riusciamo ad attraversare le colline toscane e ci dobbiamo accontentare di valicare gli appennini. Oddio, non che sia uno spettacolo terribile; tutt'altro. 
Saliamo al Passo della Futa ed al passo Raticosa per poi scendere verso Bologna. Sulla via del ritorno, ad un certo punto, il nostro occhio viene catturato da alcune bancarelle parcheggiate lungo una via. Siamo amanti dei mercatini di ogni genere, quindi, sosta obbligata! Sfortunatamente per noi si tratta di un semplice mercato paesano, ma questa fermata ci permette di scoprire un paese  davvero carino: Loiano. Non abbiamo il tempo di una visita accurata, ma, passeggiando alla ricerca di un locale dove poter mangiare un boccone, ci rendiamo conto che il posto meriterebbe una bella girata in tutta calma. Se vi capita di passare da quelle parti non fatevi scappare questo percorso ( che mi riprometto di fare al più presto) :

Decidiamo di fermarci in un bar che ha dei tavolini carini all'esterno. Il titolare ci invita a dare un'occhiata alla veranda, accettiamo l'invito e ci sediamo in questo piccolo gioiellino accogliente e riservato. Prendiamo due panini ed una buona Weiss... peccato che dopo averla aperta ci accorgiamo si tratti di una Lager. Ed è grazie a questa svista della cameriera che ci rendiamo conto di essere capitati in un locale ben gestito e capace di farti tornare una seconda volta.  Quando , al momento del conto, facciamo notare la svista, prima si scusano poi con grande simpatia e intelligenza ci strappano una bella risata scherzando sull'errore della ragazza, facendo passare così in secondo piano l'inconveniente. Complimenti! Se trovandovi a Loiano avrete voglia di ottimi panini e di un po' di risate non esitate a fermarvi qui: 


Con lo stomaco appagato, riprendiamo il nostro viaggio verso casa.
Il vento mi scompiglia i pensieri arruffati e li mescola, così alla rinfusa, senza una logica. E  mi trovo a fantasticare sul futuro, a immaginare il giorno in cui Alessio prenderà la laurea e pochi secondi dopo a ricordare quando presi tra le braccia per la prima volta Federico ed Elisabetta. Tutto si sussegue nella mia mente senza una direzione o una meta. Immagini che svolazzano incrociandosi l'una con l'altra creando un collage meraviglioso di sensazioni. In questo momento, solo in codesto preciso istante, tutto sta in equilibrio;  non mi spaventa la paura e l'incertezza del domani, non rimpiango i miei errori, sorrido e mi lascio cullare dal silenzio. 
Arriviamo a Sustinente attorno alle 17 e ci fermiamo per una pausa prima di procedere con l'ultimo tratto di strada. Conosciamo questo piccolo bar perché ci siamo già fermati due anni fa in occasione del nostro primo viaggetto in moto sul delta del Po. A volte ci piace tornare nei luoghi in cui siamo stati, un po' per romanticismo, un po' quasi a voler verificare quanto siamo cresciuti o cambiati. 
Distendiamo le gambe prima di rimontare in sella alla "bimba" e doppia dose di caffè per combattere la stanchezza. 
Mancano circa tre ore alla nostra destinazione finale e iniziamo a intravedere dei nuvoloni in lontananza. Michele è fiducioso; dice che si tratta di nubi di passaggio. Io, invece, controllo sul mio consulente 3BMeteo e sinceramente non sono poi così tranquilla, ma ripongo tutta la mia fiducia nel "Bernacca dei miei stivali" qui accanto a me.


Qualche goccia vicino a Orzinuovi la becchiamo, ma nulla che ci costringa a fermare la corsa e metterci al riparo. Arriviamo a Pontida leggermente umidi verso le 20. I rientri a casa dopo le ferie sono sempre abbastanza ambivalenti: da un lato la malinconia della vacanza finita, dall'altro la serenità di tornare nel proprio nido. Questa volta invece mi assale solo una strana sensazione di non appartenenza, di estraneità. Ne prendo atto, cercando di non psicanalizzare troppo il mio sentire, soprattutto perché al momento ho solo voglia di una infinita doccia calda e di una pizza. 
Vacanza finita...rientro alla normalità: modalità ON 


domenica 26 agosto 2018

2370 chilometri Umbria e ritorno: giorno 8

Non possiamo tornare a casa senza una fotografia per Elisabetta della piazza di Don Matteo; quindi destinazione odierna: Spoleto! E' il nostro ultimo giorno in terra umbra e abbiamo bisogno di fare il pieno di natura e bellezza per portare con noi a casa un bagaglio colmo di emozioni e ricordi. 

Iniziamo la giornata visitando la Basilica di Santa Maria degli Angeli, all'interno della quale si trova la Porziuncola, la piccola Chiesetta tra le cui mura  Francesco scoprì la sua vocazione. 


Mentre stiamo ammirando alcuni particolari di questa Chiesa mi chiama la zia Meca: oggi è il mio onomastico e telefona per farmi gli auguri. Decido così di fermarmi a prenderle un piccolo ricordo di Assisi, sicura che lo apprezzerà. E come spesso accade in questo viaggio, la sosta al negozietto di souvenir si trasforma in un bel momento di condivisione col venditore. Chiacchierando un poco arriviamo a parlare della strada del ritorno a casa e lui ci suggerisce un valido percorso per attraversare gli appennini riuscendo però ad essere a casa in giornata. Michele registra in memoria tutte le sue dritte  per consultare poi la cartina questa sera e programmare il viaggio di domani. 
In sella alla "bimba" riprendiamo la strada per Spoleto.


Questi luoghi stanno diventando familiari, e mi sento quasi a casa. Il pensiero di salutare questa terra mi rattrista. Un po' perché davvero sono innamorata di questi luoghi, un po' perché tornare significa ricominciare la vita di sempre e come tutti ben sappiamo, la vita non è per nulla una passeggiata. Cerco di fissare più immagini possibili sulla pellicola che ho nella mente, anche se so che farò fatica a trattenere tutti i ricordi.
Mi soffermo divertita di fronte al cartello stradale di un paese chiamato Bastardo. Scatto una fotografia pensando che potrebbe ritornarmi utile qualora vorrò insultare simpaticamente qualcuno.
Continuiamo la nostra strada attraverso colline e vigneti alla volta di Spoleto.

http://www.visitspoleto.it/ 

Tre sono i luoghi principali che consigliano di non perdersi assolutamente quando si visita questa cittadina: il Duomo, la Rocca ed il Ponte romano.

Oggi, tuttavia, ci sentiamo particolarmente stanchi e senza energia. Effettivamente non abbiamo riposato molto, e cominciano a manifestarsi i primi acciacchi di questa bellissima vacanza che ci ha davvero regalato giornate indimenticabili, mettendoci, però, alla prova fisicamente. Ci muoviamo a rilento, senza correre alla forsennata ricerca di monumenti da visitare ad ogni costo. Slow tour attraverso le vie di Spoleto: è questo il nostro obiettivo odierno.
Arriviamo alla piazza del Duomo e per prima cosa, mi vergogno quasi a dirlo, devo assolutamente fotografare il bar dove Don Matteo conclude le sue giornate. Cosa non si è disposti a fare per un figlio (in questo caso, per una figlia).
Oggi è una giornata particolarmente calda ed assolata; la piazza è pressoché deserta e le poche persone che ci sono  sono tutte concentrate nella zona ristoro. Qualche foto di rito (non particolarmente ben riuscite) e visita al Duomo.







https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Spoleto

http://www.bellaumbria.net/it/itinerari/cosa-vedere-a-spoleto-in-un-giorno/





All'ora di pranzo adocchiamo una pizzeria al taglio. In realtà sono passate le 14,30 ed è ormai chiusa. Ci tocca ripiegare su una gelateria, per la gioia di Michele. Ma siamo fortunati: ci imbattiamo niente poco di meno che nella gelateria del vincitore mondiale di gelati 2017! Che dire: premio meritatissimo! Il gelato è davvero favoloso.  Non lasciatevelo sfuggire, se vi trovate a Spoleto.



Gustiamo questo capolavoro mentre passeggiamo verso il Ponte delle Torri. E' una camminata piacevole, con un panorama mozzafiato. L'arrivo al ponte mi mette una leggera apprensione. So che Michele ha voglia di percorrerlo, e se non fosse per la mia inspiegabile paura delle altezze, lo farei senza pensarci un momento. Fortunatamente per me, in seguito al sisma del 2016, in via precauzionale è stato deciso di chiuderne l'accesso  e non ho così bisogno di prendere tutto il mio coraggio tra le mani per camminare a 82 metri da terra: una bella transenna con tanto di cartello impedisce l'attraversamento. Purtroppo qualcuno ignora i divieti e vediamo alcuni turisti transitare lungo questo lunghissimo collegamento.

https://www.myspoleto.it/citta/strade/Giro-della-Rocca-_-Via-del-Ponte.html

http://www.bellaumbria.net/it/storia-e-archeologia/ponte-delle-torri-spoleto/

Arriva il momento di salutare Spoleto, perché sta sera, udite udite, si cena fuori in un vero ristorante.  O almeno, si spera che i miei amici spettri se ne stiano alla larga, lasciandoci gustare una deliziosa e romantica cenetta. Partiamo alla volta di Costa di Trex percorrendo la strada delle nostre amate colline umbre. Nel silenzio della campagna, cerco di svuotare la testa da ogni pensiero. Se solo mi soffermo  a pensare, la mente si riempie di paure, ansie, interrogativi sul futuro. Non è facile, ma spesso quando riesco a controllare i pensieri negativi e le preoccupazioni, la mia vita mi appare meravigliosa. Quando andavo alle superiori, come moltissime mie coetanee, avevo un agenda che riempivo di pezzi di carta pasticciati, fotografie di cantanti, biglietti del treno, scontrini vari, e scritte di aforismi come se piovesse. Ricordo che avevo scritto una frase: "La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo". Ci ho messo anni ad interiorizzare questa massima. E posso testimoniare che davvero la nostra percezione della vita rispecchia il nostro pensiero. Ciò che penso accade, ciò che penso creo, ciò che penso si realizza. Questa è una rivelazione splendida. Basterebbe pensare positivo per vedere i miracoli accadere ogni istante. Eppure , nonostante sia consapevole di quanto il mio pensiero influenzi la mia vita, non sempre sono capace di reagire con gratitudine e riconoscenza. Quando me ne accorgo cerco di rimediare, creando il vuoto nella mia testolina, per poi riempirla di immagini positive. Purtroppo non sempre ci riesco, ed è in quei momenti che albergano i fantasmi. Ma oggi il vento ha spazzato via nuvole ed inquietudini.

Sto ancora farneticando quando alzo lo sguardo ed ecco un piccolissimo borgo meraviglioso. Non possiamo passare senza una piccola visita a questa perla appena scoperta. Ci troviamo a Campello Alto, più precisamente a Castello di Campello Alto. Entriamo nel paesino , proprio attraversando una porta, come se stessimo entrando in un maniero medievale. All'ingresso, sedute su una panchina, due anziane signore stanno chiacchierando allegramente. Credo siano abituate alla presenza dei turisti, perché ci guardano curiosamente, senza però lasciarsi troppo distrarre dal nostro arrivo.

http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-campello-alto/

E' il secondo colpo di fulmine del mio viaggio in Umbria. Sono rapita dalla bellezza di questo paesino che sembra esistere in una dimensione senza tempo, trasportata in un'epoca indefinita, senza la benché minima voglia di riemergere da questa sensazione e tornare nel 2018.
Sulla porta di una abitazione troviamo un cartello: "AFFITTASI". Non ho nessuna esitazione e lo fotografo, sognando di potermi trovare presto qui a vivere un periodo di relax.


Riprendiamo il nostro viaggio quando all'improvviso: un altro castello. Il mio prode cavaliere, in sella alla sua moto, intuisce che desidero vedere di cosa si tratta e con la moto si inerpica fino all'ingresso di questo baluardo. Peccato si tratti di una dimora privata.
Solo a casa, curiosando in rete riesco a vedere la bellezza di questa location fantastica.
Se volete sognare un pochino, vi consiglio di dare un'occhiata alla Rocca dei Trinci

https://www.roccadeitrinci.it/






Arriviamo presto in agriturismo; facciamo una bella doccia "lavastanchezza" e prepariamo i bagagli. Domani, purtroppo, si torna a casa. Ma la giornata non è ancora finita e non permettiamo alla tristezza di rovinarci la serata. Passeggiare per le vie di Assisi, di notte è un'esperienza bellissima. Il buio riporta le case e le strade nel passato e sembra di esser stati catapultati nel medioevo.
Passeggiamo un po' alla ricerca di un ristorante non gradito ai miei fantasmi e lo troviamo quasi subito, appena sotto la Rocca. Ha una bellissima terrazza panoramica e dei prezzi al di sotto della media qui in città. Mi rilasso e sono pronta a godermi la serata. Entriamo e chiediamo se hanno un tavolo per noi due, anche se non abbiamo prenotato. Ci rispondono che purtroppo la terrazza è al completo, ma che possiamo cenare all'interno. Peccato che la sala sia troppo rumorosa e faccia caldo. Decliniamo l'invito a malincuore e scendiamo per rimetterci alla ricerca di un ristorante. Mentre facciamo le scale, una cameriera ci chiama dicendoci di tornare. Ci comunicano che sono riusciti a prepararci un tavolo al volo, se vogliamo restare lì. Siamo, ovviamente, felicissimi e accettiamo di rimanere. Il tavolo è già preparato e ci attende anche una bottiglia di acqua bella fresca che rende l'attesa del servizio molto più piacevole.  Decidiamo di gustare due antipasti, e un primo a testa: strangozzi alla spoletina per me e ravioli di bufala con pomodori e melanzane per Michele. Le porzioni sono decisamente abbondanti ed i piatti molto gustosi. Accompagniamo tutto con un buon vino della casa, mentre chiacchieriamo rilassati  godendoci Assisi di notte. Posto consigliatissimo.

https://www.hotelarocca.it/it/ristorante

Rientriamo felici di questa serata e ci abbandoniamo ad un sonno profondo.

venerdì 24 agosto 2018

2370 chilometri Umbria e ritorno : giorno 7

Venerdì
Iniziamo a renderci conto che la nostra vacanza si avvicina al termine. Abbiamo ancora moltissimi posti da visitare e mentre facciamo colazione consultiamo la cartina. All'unanimità scegliamo le cascate delle Marmore, perlomeno una sbirciatina passando vicino con la moto. Dicono che sia uno spettacolo unico e affascinante. Preferiamo fare una strada veloce e scorrevole perché abbiamo bisogno di arrivare sul posto entro le ore 10, orario di apertura della piena delle cascate, e così ci sorbiamo un bel tratto di noiosa superstrada. Arriviamo in tempo per parcheggiare e renderci conto che se vogliamo vedere qualcosa dobbiamo acquistare il biglietto di ingresso. Il parco, infatti, è tutto racchiuso ed è impossibile scorgere le cascate dalla strada in quanto non si riesce a fermarsi con
Cascate delle Marmore by Michele
la moto; la strada è stretta, in curva e vi è anche una galleria che limita la visuale. Avrei senza dubbio rinunciato se fossi stata da sola, ma percepisco che Michele è interessato allo spettacolo d'acqua e così, con la mia solita lotta di fantasmi, vado in cassa a prendere due ingressi. Un vero furto: dieci euro a testa. La giornata comincia decisamente male! Dico a Michele che per far fruttare questo oneroso biglietto, come minimo dobbiamo rimanere nel parco tutto il giorno. Mi accorgo di avere il muso, lotto per farmi salire un sorriso, ma nulla: sono insopportabile. Aspettiamo una decina di minuti sotto le cascate in attesa della "meravigliosa" caduta e pian piano gli argini vengono aperti per lasciare scorrere l'acqua in tutta la sua potenza. Le persone attorno a noi sono entusiaste e meravigliate. Io penso che nella mia vita ho visto spettacoli naturali ben più belli di questo catino idrico aperto a comando per la gioia delle tasche dei gestori del parco. Lo so, sono decisamente brutale e acida, ma mentirei se dicessi di essere rimasta incantata dallo spettacolo. Mi vengono in mente le parole dell'archeologo John Lubbock:
"In questo mondo non vediamo le cose come sono. Le vediamo come siamo, perché ciò che vediamo dipende principalmente da ciò che stiamo cercando."

cascate delle Marmore by Michele
Ovviamente al momento penso si riferisca alla miriade di turisti che trovano spettacolare il luogo solo perché se lo attendevano sublime. Adesso, a mente rilassata, forse posso ammettere che l'ho trovato orribile perché non mi aspettavo nulla di bello. A questo punto seguiamo i sentieri tracciati all'interno del parco. Sicuramente la maggior parte dei turisti apprezza questa serie di comode scale e sentiero costruiti per limitare la fatica, ma io ho la sensazione di trovarmi a Gardaland o in un parco divertimenti. Ad un tratto arriviamo al balcone degli innamorati, dove la potenza della cascata genera una sorta di temporale sulla terrazza. Lascio a Michele la macchina fotografica e lo zaino e mi lascio inondare e lavare da quella pioggia La sensazione è  bellissima, come se l'acqua stesse lavando via tutto il mio malumore. Ritorno nella grotta e do il cambio a Michele. Decidiamo poi di fare una camminata ed il tragitto migliore è quello libero, non posto sotto la custodia del Parco. E' una bella escursione semplice di circa un'oretta nei boschi  e ad ogni passo sento che pian piano il cuore si libera e torna la quiete.



Vi lascio il link del Parco, nel caso voleste visitarlo,certa che non vi farete fermare dalle mie farneticazioni schizofreniche 😀😀





NORCIA 


Rimontiamo in sella, alla volta di Norcia. 

Sento da molto  il desiderio di visitare questa terra ferita al cuore nel terremoto del 2016. 






Norcia ( caricamento da cellulare) 
Per quel poco che possiamo, ci piacerebbe dare il nostro contributo all'economia di questa cittadina in ginocchio. Tempo fa avevamo sentito l'appello dei commercianti : "Venite a Norcia, non lasciateci soli, aiutateci col vostro turismo" . Oggi questo appello lo abbiamo ascoltato e siamo arrivati perché desideriamo che possa ritornare la cittadina di un tempo. E poi diciamocela tutta, dove si trovano dei salumi così buoni se non qui a Norcia? 
Appena arriviamo percorriamo la via centrale che porta alla piazza della Cattedrale distrutta. Apparentemente sembra un borgo umbro come tanti, poi pian piano si iniziano a scorgere i puntelli che sorreggono gli archi, i cerotti di ferro che tengono insieme le crepe sui muri, la zona rossa vietata al transito...e poi la piazza tutta ingabbiata. E' una sensazione che rievoca alla mia memoria il giorno in cui crollo' il soffitto della nostra casa, Solo che qui assume una portata maggiore e il senso di impotenza ed inadeguatezza è decisamente immenso. Per Michele, che era stato a Norcia nell'estate del 2015 ed aveva pranzato proprio in questa piazza, la sensazione di sconforto è ancor più forte della mia. Rimaniamo qui  un po' di tempo, in silenzio...
Norcia ( caricamento da cellulare)

I negozi che si trovavano nella zona rossa sono stati decentrati ora in un'area adibita a villaggio commerciale, poco fuori dal centro e ci rechiamo li per il nostro pranzo. Scoviamo una piccola bottega che prepara panini e ordiniamo del pane sciapo con  pecorino di fossa, crudo di Norcia e salame di cinghiale. Ottimo pranzo accompagnato da una buona birra artigianale. La giornata sta prendendo una bella piega e le mie nubi si sono ormai diradate. Imbocchiamo la strada del ritorno lasciando  al vento l'onere e l'onore di spazzare via i miei brutti pensieri.
Viaggiamo in solitaria, anche se rispetto al solito, incrociamo qualche motociclista che percorre la carreggiata in senso opposto al nostro. Ad un certo punto arriviamo ad un incrocio e vediamo moltissime auto parcheggiate.

RASIGLIA
Rasiglia by Michele
Michele  pensa che se ci sono molte auto, probabilmente ci troviamo vicino a qualcosa di interessante e non si fa sfuggire l'occasione di una nuova rivelazione. Arriviamo in questo piccolo paesello che scopriamo chiamarsi Rasiglia. Siamo colpiti dalla fiumana di gente che si riversa nelle viuzze, ma non troviamo sulla guida rossa nessun cenno a questo borghetto. Fermiamo un abitante del paese spiegandogli che ci siamo fermati alla vista di tutte quelle macchine e gli domandiamo  cosa rende così speciale questo posto. Ci racconta che fino a due anni fa nessuno sapeva dell'esistenza di Rasiglia, poi, complice Facebook, la gente ha cominciato ad arrivare numerosa, turbando la quiete del paese, ma anche portando turismo. Siamo "approdati nella  Venezia in miniatura dell'Umbria, un piccolo capolavoro", dice. Incuriositi saliamo per una stradina e subito  ecco una vasca di acqua limpidissima e fresca. Immergo piacevolmente le mani e non faccio altro che pensare : "Altro che le Cascate delle Marmore " 
foto by Michele
Poco più avanti, in un locale che pare una piccola bottega, un signore sta raccontando le attività di cui si occupa  l'associazione che gli abitanti hanno
creato per ridonare vita a questo paese. Organizzano laboratori per le scuole facendo vedere le antiche tecniche di filatura della lana e colorazione al naturale, il presepe vivente per le vie del paese ed altre piccole iniziative per rendere questo borgo accogliente per i nuovi ed inaspettati turisti. 
Rasiglia by Michele 
Inutile dire che mi sono innamorata all'istante di questa meraviglia.




Rientriamo a casa felici che questa giornata storta si sia raddrizzata meravigliosamente. Eppure le sorprese non sono ancora finite: ecco Colfiorito, dove ci fermiamo a scattare come forsennati incantati dalla bellezza di questo scorcio meraviglioso.Io ci provo a immortalare decentemente questo spettacolo, ma ho i miei limiti nei paesaggi. Per fortuna posso contare sull'occhio fotografico di Michele che ci dona questi ricordi




Pensiamo di concludere in bellezza andando alla sagra degli Antichi sapori di Rivotorto. Ed ecco che qui  la mia capacità di rovinare ogni cosa si rivela in tutta la sua magnificenza! Parto  con le migliori intenzioni e con la voglia di una bella cenetta. Ma una volta arrivata vengo  assalita dalla mia fatica di godermi la vita e addio sorriso.Visto il tardo orario Michele opta per un piatto di imbrecciata umbra, una zuppa di legumi e cereali, che apprezza moltissimo accompagnata da un fresco bicchiere di birra. Torniamo alla base e ci abbandoniamo tra le braccia di Morfeo.