domenica 12 maggio 2019

MAMMA

Questa mattina mi sono svegliata pensando che da li a poco sarebbe arrivata mia mamma e le avrei mostrato i luoghi dove presto condurrò la mia nuova avventura. Non sono molto brava a esternare attraverso il corpo le mie emozioni. Quando sono felice di accogliere qualcuno, difficilmente riesco a corrergli incontro e stringerlo forte. Preferisco coccolarlo attraverso il cibo. Così mi sono messa ai fornelli, ancora assonnata ed ho cominciato a preparare il pranzo. Mi piace cucinare per le persone che amo, e soprattutto adoro il modo in cui i piatti sono capaci di saziare il cuore prima ancora di riempire lo stomaco. E' una magia che spesso mi si ritorce contro quando fatico ad ascoltare le mie emozioni e lascio che sia il cibo a rispondere alle mie mancanze, ma nelle giornate come questa lascio volentieri sprigionare il potere terapeutico di un buon risotto, la cura meravigliosa del coniglio al forno che risveglia i ricordi del passato, il dolce splendore di una torta che è in grado di colmare il vuoto di chi avresti voluto fosse seduto a quel tavolo, ed invece non c'è più.
Invitarla proprio il giorno della festa della mamma è stata una casualità, ma avere allo stesso tavolo  anche la mamma di Michi e mia sorella Cristina, che sta assaporando la gioia di sentire un figlio nel 
proprio grembo, è stata un'azzeccatissima trovata. Quattro donne, una di fronte all'altra, così diverse tra loro per il modo di vestirsi, la loro storia personale, il colore dei capelli, la modalità espressiva, il suono della voce, ma accomunate da un grande dono... essere madri.
Non posso fare a meno di constatare che la vita ha una fantasia incredibile quando associa  un bimbo ad una specifica  madre. Inspiegabilmente sembra ignorare le parti difettose di ogni donna a cui affida l'onere e l'onore di prendersi cura di un bambino.
Mia mamma non è stata e non è tuttora una madre perfetta. 
E' una donna costantemente preoccupata che tutto si svolga nei tempi stabiliti, che non ci dimentichiamo un appuntamento dal dentista, che il pranzo delle dodici sia pronto alle dodici. Se deve prendere un treno alle 17, si fa trovare in stazione almeno mezz'ora prima. 
Per anni ho vissuto la mia esistenza rispettando questo scandirsi del tempo meticoloso e preciso, e per anni mi sono sentita inadeguata perchè, ancor oggi quando mi ricordo di spegnere il disco che,  continuamente,  nella mia testolina ripete di non arrivare in ritardo, io sono maledettamente sbadata, ritardataria e confondo gli appumtamenti e le scadenze di qualsiasi impegno. Oggi mi chiedo quale persona nella sua vita si sia dimenticata di lei, chi non ha rispettato una promessa in un giorno lontano, da farle temere che un ritardo possa  danneggiarla così severamente. 
Quando ero piccina e tornavo da scuola felicissima per aver preso un bel voto, immancabilmente la sua esclamazione era: Brava, hai fatto solo il tuo dovere! 
Inutile dire che, come molti della mia generazione, sono cresciuta col senso del dovere inculcato nella mente come un tatuaggio e con poca fiducia nelle mie doti.
Mia mamma rideva poco, difficilmente mi abbracciava o mi dava un bacio, non è mai andata alle riunioni dei miei professori, a scuola e credo di non aver fatto mai nulla di pazzo o divertente con lei. 
C'è stato un momento, nella mia vita, in cui ho dato la colpa a mia madre per tutte le mie disfunzioni relazionali, per il mio spirito da crocerossina, per i miei errori e le mie scelte sbagliate. A dire il vero, condivideva questa colpa con Dio e con il destino, ma arrabbiarmi con lei mi dava più soddisfazione che prendermela con chi non mi dava risposta.
Poi sono diventata mamma, e non so bene quando questo accadde, con l'essere responsabile di una creatura indifesa, ho cominciato a guardarmi dentro cercando tutte le zone erronee che potevano farmi ricevere il titolo di peggior madre del mondo, nel tentativo di guarirle prima che potessero fare danno.
Ed è stato allora che ho  VISTO lei, mia madre, con occhi nuovi.
Non vuol dire che oggi io non veda e non riconosca le sue mancanze, ma riesco a comprenderne l'origine e soprattutto noto  che queste imperfezioni hanno ferito lei e dalle sue ferite sono sgorgate, senza che potesse evitarle.
Mamma rideva poco perchè dentro aveva un dolore grande come il cielo e doveva essere forte per noi. Io ho provato ad avere un dolore grande nel cuore e di fronte ai miei figli non ho saputo essere ugualmente forte ed ho pianto. Ho pianto perchè non riuscivo a trattenere le lacrime, ma ho anche pianto perchè non volevo che pensassero di avere una super mamma. Io lo so che un giorno, uno di loro mi rimprovererà quelle lacrime, accusandomi che quelle lacrime lo hanno ferito, fatto sentire insicuro e poco protetto. Perchè ogni nostra azione dal giorno in cui siamo madri ha un effetto sui nostri figli, inevitabilmente, ma grazie all'amore non irrimediabilmente.
Ed è guardando il mio essere madre oggi che ho potuto abbracciare nel profondo mia mamma, amandola per quello che è... colei che mi ama più di ogni altra persona al mondo.
E' l'amore la chiave di volta di ogni persona che riesce a districarsi tra le imperfezioni di colei che lo ha generato.
L'ho imparato personalmente, dalla mia esperienza.
L' ho imparato conoscendo Michi e la sua pazzesca rinascita.
E' davvero l'amore che fa luce.
Senza la certezza di essere stati amati a dispetto delle manchevolezze della propria madre,  nessuno di noi può prendere in mano la propria esistenza ferita e condurla alla ricerca profonda di se stesso.
Sapere e sentire di essere amati ti da' la forza di scavare dentro e di cambiare.
L'amore fa miracoli se accogli quell'amore nonostante le ferite che lo stesso ha provocato.
Il giorno in cui ti accorgi di essere stato amato, il momento in cui senti quell'amore,allora cominci a prendere i tuoi brandelli e metterli in ordine, come piccoli tasselli di un puzzle.


GRAZIE MAMMA per questo amore che mi ha salvata
grazie per essere rimasta anche quando non hai capito le mie scelte
grazie per esserci sempre.
TI VOGLIO UN BENE IMMENSO




giovedì 9 maggio 2019

RICORDI CHE SCALDANO IL CUORE

Poco fa sotto casa di mia mamma, la casa dove ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza, ho incontrato una vicina.
Mi capita a volte, quando passo da mamma, di incrociarla sulle scale, nell'atrio. La saluto, qualche volte due brevi parole, e me ne vado.
Oggi ci siamo fermate con mia madre ed abbiamo chiacchierato per una buona mezz'oretta.
Abbiamo parlato del più e del meno, degli acciacchi che col passare degli anni si fanno più intensi, dei nipoti, dei figli, delle piccole e grandi preoccupazioni che la vita ha sempre il piacere di consegnarci.
Eppure, appena arrivata a casa, mi sono resa conto che c'è una cosa che sono anni che mi porto dentro e non le ho mai detto.
Credo sia arrivato il momento giusto per aprire quello scrigno e tirar fuori quel pensiero che è rimasto sepolto, non so bene nemmeno io per quale motivo, forse per inutile pudore.
Grazie Giusy per quel lontano 14 gennaio 1988 quando sei stata la sosta del viaggio, la piccola oasi felice che ha accolto me e Laura, ignare del dolore che quella matina aveva fatto visita alla nostra famiglia.
Nei momenti di grande sofferenza, avere accanto qualcuno che ti dona una goccia d'acqua è una grande benedizione.
Tu non lo sai, ma il tuo pranzo preparatoci, ingoiando sicuramente le lacrime che anche a te probabilmente salivano dal cuore, le parole tranquille, serene, pacate, accoglienti mentre mamma si preparava a darci la triste notizia della morte di papà, le porto impresse nell'anima.
Non ti ho mai ringraziato per quel momento, ma desidero che tu sappia che hai un posto speciale nel mio cuore, nonostante nella vita non abbiamo avuto occasione di coltivare un'amicizia, un legame. Ma quel giorno sei stata per me un porto sicuro...e per questo desidero di cuore dirti GRAZIE anche se sono passati anni, anche se il ricordo potrebbe essersi sbiadito lungo il cammino, ecco io quel calore lo sento ogni volta che ti incrocio sulle scale di casa.  Probabilmente a voce non avrei mai avuto il coraggio di dirtelo....accogli queste poche righe di gratitudine come se fossero un abbraccio.

mercoledì 8 maggio 2019

AVANTI TUTTA...

Lo scorso anno, insieme abbiamo cominciato una nuova avventura ... io in cucina, tu con una responsabilità ed un carico di problemi e questioni  da risolvere decisamente maggiore rispetto a "non far bruciare il pranzo". Sei entrata in punta di piedi, in silenzio, osservando con attenzione ed un occhio speciale tutte le dinamiche attorno alle quali si svolgeva ogni giorno la nostra vita lavorativa. 
Ancora non riesco a capire come fosse possibile che tu riuscissi a rimanere calma in mezzo alle intemperie, mentre io dovetti ricorrere all'aiuto di un'erborista per riuscire a dormire e a non farmi schiacciare dagli improvvisi attacchi di panico. Eppure, nonostante la mia dichiarazione aperta e leale di fragilità assoluta, tu sei riuscita a scorgere dentro di me un potenziale che non sapevo fosse li, addormentato, ma presente e desideroso di venire alla luce. 
Hai risvegliato doti che nemmeno sospettavo di avere, qualità e capacità dormienti da lunghi e faticosi anni. 
Ti ho voluto bene fin da subito, perchè mi sono sentita accolta e compresa nel profondo.
A breve le nostre vite lavorative si separeranno, e probabilmente nessuna delle due il prossimo anno avrà ancora l'onore ed il piacere di spendere le proprie ore nel luogo in cui ci troviamo oggi. Io ne sono pressochè certa: nuovi e sconosciuti lidi mi attendono, ma mi auguro di cuore che tu possa trovare presto un nuovo porto sicuro ove ormeggiare la tua barca preziosa e  farla navigare in acque sicure.
Ovunque ti porteranno i tuoi passi, 
abbi sempre il coraggio di rimanere come sei: vera, leale, sincera, aperta, schietta  e diretta, profonda, ironica, attenta... 
Non permettere alle situazioni esterne di spegnerti il sorriso, o di rabbuiare i tuoi occhi.
Lotta con la tua determinazione quando devi difendere qualcuno, ma soprattutto abbi sempre cura di te stessa, proteggi i tuoi bisogni, ascolta i segnali del tuo corpo, coccola il tuo spirito, riposa la tua mente e difendila da gente chiusa, ottusa e meschina.
Quando dovrai scegliere se seguire il cuore o le regole, scegli come sempre il cuore, senza paura di sbagliare. Tanto sbagliamo comunque nella vita, quindi meglio commettere errori col cuore che seguendo schemi mentali prefissati e costrittivi. 
Ogni mattina guardati allo specchio, abbracciati e decisa e sicura esclama: " Sono una meraviglia e mi amo!" 
Tieni alla larga il più possibile le persone negative che spengono il tuo entusiasmo.
Leggi quanto più puoi.
Prendi in mano la tua macchina fotografica e ferma gli istanti più belli.
Ascolta musica, balla, canta e ridi moltissimo.
Abbraccia le tue figlie e l'uomo che ami. 
Passa molto tempo con gli amici sinceri e tra gli affetti più cari.
Ogni tanto concediti un peccato di gola ...fa bene al cuore.
Grazie per tutto quello che senza saperlo hai aperto nella  mia vita ed hai permesso di sbocciare e crescere.
Grazie per le tue confidenze, per le brevi ma intense chiacchierate.
Grazie per aver avuto fiducia in me.
Grazie per esserci.
Ti voglio bene e mi raccomando...testa alta...sorriso luminoso e avanti tutta!!!!!!!!!!


lunedì 6 maggio 2019

7 MAGGIO 2019 ... E SONO 16

Ogni volta che arriva il giorno del tuo compleanno, inevitabilmente la mia testa corre a quella notte in cui, faticosamente, sei arrivata tu.
Tu, con la tua testolina piena di capelli scuri;
tu, con le tue mani strette a pugno attorno al cordone;
tu, con il tuo pianto deciso ed affamato;
tu, attaccata al mio seno;
tu, che fin da subito ti sei presentata come la mia sfida più grande...la partita che non vincerò mai... un match senza mai fine.
Ed oggi, esattamente 16 anni dopo il nostro primo sguardo mi ritrovo a guardarti, bella come allora, forte e determinata come il tuo respiro iniziale.
Hai 16 anni, io ti guardo e non so più chi sei...
Non sei più la mia bambina che si mirava e rimirava nello specchio alla ricerca di una piccola ruga da mostrarmi come fosse un trofeo.
Non sei più un batuffolo tenero e coccoloso da stringere tra le braccia e divorare di baci.
Non sei più la voce cristallina che, giocando a nascondino, mi diceva : "mamma non mi troverai mai dietro alla tenda ".
Non sei più un libro desideroso di farsi leggere fino all'ultima pagina.
Oggi assomigli piuttosto ad un riccio inavvicinabile, un essere dagli umori altalenanti e respingenti. Ti nascondi cercando di non farti scovare. Hai cominciato a scrivere pagine indecifrabili e spesso ti chiudi con un bel lucchetto, nella speranza che io ti lasci in pace nel tuo faticosissimo mutamento.
Ti osservo nella tua metamorfosi e non posso fare a meno di essere orgogliosa di te, di quello che sei.
Ti auguro di conservare sempre la tua testarda determinazione;
ti auguro di saper riconoscere sempre chi è degno di leggere tra le tue righe e chi non merita nemmeno di sbirciare la tua copertina;
ti auguro di non aver paura del futuro;
ti auguro occhi fiduciosi nel domani;
ti auguro di essere sempre vera con te stessa, coerente con quello che sei e desideri essere;
ti auguro di essere un ponte e mai un muro;
ti auguro di non cercare  l'approvazione degli altri, ma di vivere la tua vita senza aver paura dei tuoi pensieri;
ti auguro di saper camminare scalza in mezzo alla gente, incurante dei loro sguardi;
ti auguro di avere il coraggio di indossare un cappello per il sole anche nei giorni di pioggia, in attesa che il sole torni a splendere;
ti auguro di prendere tra le mani i colori più belli e con quelli colorare i tuoi giorni;
ti auguro di non permettere mai a nessuno di spegnere il tuo sorriso;
e anche se continuerai a  giocare a nascondino con me, qualunque cosa accada, ricordati che verrò sempre  a cercarti...perchè sei e sarai sempre la mia bambina.

Buon compleanno !!!!



martedì 23 aprile 2019

AMICI

"Fare amicizia è semplice; è mantenerla a lungo che diventa più complicato" 
Anna Marie D'Alò


Massimo, Gianluca, Luca, Dario e Michele. 
5 amici come pochi nella mia vita mi è capitato di incontrare. 
Quando Michele mi parlava dei suoi amici, all'inizio della nostra relazione, non riuscivo a comprendere il perchè, sebbene li considerasse parte importante della sua vita, li teneva sempre lontani da me. Evitava come la peste qualsiasi occasione di possibile incontro, fuggiva ogni rischio di fortuiti e non programmati contatti tra me ed il suo intoccabile ed inavvicinabile mondo. Ne ero quasi spaventata, come se a legarli esistesse un segreto inconfessabile e terribile. Penso di aver fantasticato su  ogni sorta di possibile complotto, dramma o giallo ignoto ogni qualvolta alla mia richiesta di poter avvicinare questi esseri quasi innominabili mi veniva seccamente risposto: "Gli amici sono miei e decido io quando presentarteli!". Ammetto che inizialmente ero davvero infastidita da questo categorico divieto di avvicinarmi ad una parte importante del suo passato e presente. Pian piano però ho cominciato a fidarmi di Michele e con la fiducia è cresciuta la capacità di attesa e soprattutto sono diminuiti i miei ragionamenti  arcani  e le trame occulte che avevano abitato i miei pensieri. 
Poi, un giorno, all'improvviso, l'inaspettata proposta a prender parte alla grigliata di Pasquetta. Non una cena in una giornata qualunque...no...LA GRIGLIATA...il SIMPOSIO ANNUALE per eccellenza.
L'avermi tenuta distante da loro per un anno e mezzo non aveva fatto altro che accrescere la mia paura di non essere adeguata, alimentato pensieri tipo "se non mi presenta vuol dire che non sono la ragazza giusta", "probabilmente ha paura che io possa fargli fare brutta figura " , " si vergogna di me e di come sono", "non mi crede sufficientemente simpatica"... e via dicendo. 
Poi, il grande giorno... ed all'istante capii... mi aveva custodita dalla loro amicizia.
Non perchè siano dei ragazzi pericolosi o perchè la loro presenza avrebbe potuto nuocermi. Mi aveva protetto dalla loro complicità che,se non fossi stata intimamente legata a lui, mi avrebbe spaventata ed esclusa. Credo che coloro che non hanno mai incontrato i fantastici cinque, non possano lontanamente immaginare la forza di quest'amicizia che dura dai tempi delle scuole medie. 
Trovarsi in mezzo ad una loro conversazione significa immancabilmente esserne tagliati fuori. Parlano un linguaggio criptato, si capiscono a suon di versi e smorfie, hanno un codice che solo loro conoscono. Eppure , esserne tagliati fuori, non significa esserne esclusi. Perchè hanno la capacità di farti sentire per un attimo parte del loro mondo, anche se non ti è concesso entrarci in profondità. 
Quando li osservi dalla porta della cucina, tutti e cinque raccolti attorno alla griglia col loro bicchiere di vino in mano, non puoi fare a meno di vedere i loro sguardi incrociarsi e  parlare senza bisogno di troppe parole, le bocche aprirsi prima a sorrisi appena accennati  e poi a contorcersi in risate sguaiate e contagiose. Se li ascolti, senza intrometterti nei loro discorsi, ti accorgi, pasquetta dopo pasquetta che le loro parole tornano sempre ai tempi leggendari della loro adolescenza, alle avventure che hanno condiviso, alle cazzate combinate da ragazzi. Ma non sono solo ricordi del tempo che fu...sono fili intrecciati di una lunga corda che li tiene uniti ancora oggi.  Anno dopo anno sono riusciti a mantenere viva la loro amicizia, o meglio, l'hanno fatta crescere ed evolvere. E questa non è solo fortuna. Hanno saputo rispettare i tempi di maturazione di ciascuno di loro,  condiviso le sconfitte e le gioie, si sono tenuti accanto anche nei momenti più brutti.  Hanno condiviso bevute memorabili,  si sono sostenuti nelle notti insonni quando faticavano a reggersi sulle loro gambe, a turno sono stati l'uno per l'altro l'abbraccio consolatore, la ramanzina materna, la spalla su cui piangere, la mano tesa, il salvagente nella tempesta, il giullare nei giorni tristi, il complice fidato, l'orecchio teso ad ascoltare, la leggerezza nei giorni pesanti, il barista col boccale di birra pronto, lo psicologo nelle pene d'amore, il compagno di squadra, la tomba dei segreti, in una sola parola : AMICI. 

mercoledì 17 aprile 2019

IL POTERE DELLA GRATITUDINE

Questa mattina mi sono svegliata con il cuore colmo di gratitudine. La vita è un capolavoro, nonostante le sue tempeste ed i suoi giorni neri e cupi. 
Quando ho preso la decisione di iniziare una nuova vita con Michele, oltre il desiderio di costruire con lui qualcosa di bello e importante per noi ed i ragazzi, una delle spinte maggiori risiedeva nel mio desiderio di voltare totalmente pagina, di chiudere con il passato e aprire un nuovo libro. Per mesi e mesi, la sensazione di dovermi liberare da un peso incredibile mi ha dato la forza ed il coraggio di progettare il nuovo domani. I ragazzi non avevano molte radici qui, pochi amici, ed io stessa mi sentivo totalmente come un pesce fuor d'acqua in questo paese molto chiuso e retro. 
Poi qualcosa in questo anno ha cominciato a cambiare. I ragazzi hanno stretto nuovi legami, amicizie profonde, stanno coltivando passioni ed interessi significativi. Ed anche il mio impegno in paese ha preso nuove svolte, nuove direzioni.  Persone che mi offrono collaborazioni, proposte di impieghi, lavori interessanti. Tutto questo mi ha inizialmente e  completamente messa in crisi. Non stavo più preparandomi alla fuga dal nulla, ma mi rendevo conto di trovarmi di fronte ad una vera e propria scelta. Ho avuto giorni di rabbia; me la prendevo con le nuove opportunità che i miei figli stavano vivendo, sentivo la forte tentazione di bloccare il loro cammino per impedire loro di attaccarsi, di creare legami.  In silenzio, dolorosamente ho accettato l'idea che stessero mettendo radici. Al contempo ero felice di vederli sbocciare e aprirsi a nuove esperienze. E questa lotta mi stava divorando. 
Ho avuto la tentazione ( a dire il vero, ogni tanto mi assale ancora) di mollare tutto, abbandonare i miei progetti ed i miei deisderi e seguire questo nuovo flusso della vita. Mi sono chiesta seriamente se la Vita non mi stesse mandando dei chiari segnali per farmi cambiare rotta, invertire la marcia, tornare sui miei passi. Il filo sottile è sempre lì, teso, pronto a farci inciampare, lasciarci in bilico tra un'ipotesi e l'altra. Ed è in quel momento che ho chiuso gli occhi, ho fatto un grande respiro ed ho cominciato a ringraziare.
Ho detto grazie alla Vita per essersi presa cura di me in questi 41 anni
Grazie per il dono grande di Federico, Elisabetta e Alessio
Grazie per i miei errori ed i numerosi passi falsi che ho compiuto
Grazie per le opportunità nuove che mi sta donando
Grazie per Michele, roccia paziente della mia vita
Grazie per mamma, sorelle e fratelli
Grazie per i dubbi e le incertezze
Grazie per questo paese che spesso ho detestato, ma nel quale posso dire di aver trovato persone speciali che resteranno sempre parte del mio cammino anche se da lontano 

Ed è nel momento in cui ho cominciato a ringraziare che ho compreso che non avrei potuto cominciare una nuova vita fuggendo da una situazione non appagante. Posso solo andare verso qualcosa di nuovo, nonostante la pienezza che vivo. Questo mi rende ora immune da paura e incertezza? Assolutamente no...sono piena di punti di domanda, di interrogativi senza risposta, di incertezze e titubanze, ma sono grata per quello che ho... per l'opportunità di poter fare una scelta, cosa che se ci pensiamo bene non è affatto scontata e valida per chiunque. Posso scegliere, se restare o cominciare qualcosa di nuovo. E ho deciso di andare avanti, camminare verso un nuovo domani, dove ci attende qualcosa che ancora non conosco ma che certamente si rivelerà prezioso per noi, dove ci aspettano  due occhi di cielo ed un cuore con una pazienza così grande, che sarebbe da stupidi lasciarselo scappare.

venerdì 5 aprile 2019

LA CREPA NEL CUORE

Questa mattina mi sono imbattuta in un post scritto da una ragazza che non conosco personalmente. Ho incrociato il suo cammino su facebook qualche anno fa e mi sono trovata sulla stessa lunghezza d'animo. Fa parte dei miei "amici" che definisco i "toccasana del cuore", persone positive, solari, che riescono a trovare in ogni problema o difficoltà un'opportunità per rendere la loro vita( e quella di chi vive loro accanto) migliore. Spesso mi trovo a leggere i suoi scritti, a condividerli, a tenermeli nel cuore durante la giornata. Oggi, uno in particolare, ha smosso le mie mani e i miei pensieri, ed eccomi qui, seduta davanti al pc, con le dita che scorrono frenetiche sulla tastiera cercando di imprimere nelle parole il fluire della mia mente.
Il post parlava di un anniversario...il decimo anniversario di un fatto che ha cambiato la vita di questa ragazza. Non viene raccontato esattamente cosa sia successo, ma vi ho letto la storia di una partenza verso un nuovo paese, una nuova vita. Parlava di come in questi dieci anni siano successe moltissime cose, che la vita non ci chiede il permesso di passare, che certe immagini, certi ricordi a volte volano via...e in tutto questo trascorrere del tempo, di eventi, di vita, noi cambiamo, cresciamo, evolviamo, non siamo più gli stessi. Poi aggiunge questa cosa meravigliosa...
    "  Eppure ci sarà sempre quel momento di debolezza, quel momento no, in cui ti ritornerà in mente un'immagine, un volto lontano, una risata bambina, un cielo diverso, un suono, un odore, un nitrito lontano, il tuo nome chiamato...ci sarà sempre quella crepa nel cuore, si.
Forse semplicemente, ci sono delle cose che finiscono per sempre, ed altre che finiscono di meno."
Questo concetto ha illuminato la mia giornata. Mi sto incamminando verso una vita nuova, o forse meglio...la mia vita sta andando in una nuova direzione, perchè in fondo non sarà la vita a cambiare, ma solo il luogo in cui essa crescerà che sarà diverso da quello in cui sta sbocciando ora.  Ed ho una fottutissima paura. Non paura di sbagliarmi, non timore di prendere un abbaglio o di pentirmi. Ho paura che in una giornata no, io possa sentire nostalgia di una montagna,la mia montagna che quasi ogni giorno mi saluta da lontano, nostalgia del cielo che vedo ogni mattina ( anche se poi in fondo è lo stesso cielo ), paura di sentirmi vuota andando al lavoro perchè non ho visto quella casetta appena sopra una collina che mi pare la casa di una favola per bambini, ho paura di trovarmi di fronte a ricordi, profumi, voci, volti, mani amiche, sorrisi. Ma sapere che ci sarà sempre quel momento di debolezza, essere consapevole che non significa che il tuo cuore ti chiede di tornare indietro, pensare che ci sono cose che "finiscono meno" ecco, mi da' il coraggio per fare un grosso respiro, accantonare i fantasmi, prendere tra le mani le mie paure ed andare incontro a quel giorno...anche se mi sembra acora molto lontano.