venerdì 24 agosto 2018

2370 chilometri Umbria e ritorno: giorno 6




Questa mattina ci svegliamo belli riposati, pronti a visitare Gubbio.
attraverso il bosco
( caricamento da cellulare) 
Dopo la colazione, saliamo le scale per arrivare alla moto e ci imbattiamo in Patrizia, proprietaria dell'agriturismo. E' sempre piacevole fermarci a  chiacchierare con lei: in questi giorni ci ha rivelato molto del suo lavoro, della bellezza e della fatica di gestire, con la madre,  un' azienda agricola con agriturismo, avendo anche tre figli piccoli. Le raccontiamo un po' della nostra vacanza, soprattutto di quanto amiamo scollinare con la moto, ammirando le bellezze naturali di questa terra. Michi le spiega la strada che intende percorrere oggi per raggiungere la nostra meta. A quel punto Patrizia ci chiede il permesso di suggerirci una via alternativa. Io non provo nemmeno a capire la strada che ci sta indicando, forte della certezza che l'esperto centauro qui accanto a me, ha afferrato al volo le informazioni.
Usciamo dal cancello e prendiamo una strada che non abbiamo ancora percorso fin'ora. Siamo in una zona boschiva e sento ovunque il profumo della vegetazione. Amo l'odore del muschio, della terra umida intrisa di foglie secche. Mi lascio pervadere da questo effluvio di piante, mentre sento che il profumo dal naso cerca di scendere al cuore e salire ai ricordi. Non forzo questo processo, mi godo solo il momento ammirando la natura che ci circonda. Ad un tratto ecco una bellissima fontana in pietra; ci fermiamo a riempire la nostra borraccia, che ci sta accompagnando in queste calde giornate. L'acqua è limpida e fresca; beviamo e facciamo il pieno  per il viaggio. Rimontiamo in sella e via di nuovo attraverso questo paesaggio un po' silvestre e un po' contadino. Ad un tratto ecco delle more lungo la strada; chiedo a Michele di fermare la moto e scendo a prenderne qualcuna. L'ultima volta che ho raccolto delle more risale a più di 30 anni fa. Mio padre era ancora vivo, ed un giorno andammo in un bosco facendo razzia di questi piccoli frutti. Ne raccogliemmo moltissime e mia madre quell'anno preparò vasetti di marmellata sufficiente a sfamare un paese intero. Se chiudo gli occhi, riesco ancora a percepire quel profumo e mi pare di sentire la loro dolcezza invadermi il palato.
Il nostro bottino
Moltissimi studi scientifici parlano del rapporto che intercorre tra gusto ed olfatto ed i ricordi del passato.  Così come sono moltissimi i poeti e gli scrittori che ci parlano dei ricordi legati ad un profumo. Primo tra tutti, Michel Proust che nel suo celebre testo "Alla ricerca del tempo perduto " ad un certo punto parla proprio dei ricordi legati ai sapori ed agli odori. Quando assaggia  “quei dolci corti e paffuti, chiamati Petites Madeleines, che sembrano modellati nella valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo",intinti nel the, prova un piacere delizioso di cui ignora però la natura. Si interroga, allora, su come sia possibile che un semplice dolcetto possa portare a percepire come indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, allo stesso modo in cui agisce l’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio questa essenza non era in me, era me stesso. Avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Non riesce a comprendere il motivo di questa sensazione di gioia che lo invade, tenta di allontanare il pensiero, teso però a rincorrere quel ricordo che gli sfugge ed ecco allora che il ricordo si rivela Quel sapore era lo stesso del pezzetto di madeleine che, la domenica mattina, a Combray […], quando andavo a darle il buongiorno nella sua camera, la zia Léonie mi offriva, dopo averlo immerso nel suo infuso di tè o di tiglio“.

Ci sono solo tre profumi in grado di evocare prepotentemente il ricordo di mio padre: l'essenza del bosco, il tiglio e le more. Ed oggi, senza che io lo cerchi, mentre la moto ci porta a Gubbio e   sono sola coi miei pensieri, lui riappare col suo sorriso, la sua voce profonda ed il suo sguardo severo. 

GUBBIO
scorcio di Gubbio by me


Non so per quale ragione immaginavo Gubbio come un piccolo paesino arroccato su un colle, popolato solo da capre e pastori. Rimango pertanto colpita dalla bellezza   di questo borgo, realmente appollaiato sul Monte Ingino, ma per nulla abitato da ovini. Entro subito in empatia con questa cittadina che mi trasmette immediatamente pace e calore. Scopro solo più tardi, mentre sfogliamo   i nostri manuali turistici, che Gubbio, secondo tradizione, è definita la "città dei matti", non  nel senso psichiatrico del termine, fortunatamente. Matto è colui che sogna, un inguaribile idealista, colui che vive lasciandosi permeare dalla passione. Credo molto al detto "chi si somiglia, si piglia" e suppongo abbia origine qui la mia naturale simpatia per questa cittadella.
Mentre Michele si concentra sulla parte artistica e architettonica, la mia mente  è focalizzata solo su un obiettivo: oggi voglio prendere la patente da matto!
Si tratta di un documento ufficiale eugubino, la cui origine risale al 1880.  Secondo un manoscritto in cui viene menzionata questa patente, coloro che riuscivano a dimostrare di aver partecipato per tre volte consecutive alla Festa dei Ceri ricevevano un'onorificenza ufficiale dalla città di Gubbio. Negli anni, questa tradizione è mutata: chi vuol ricevere la patente da matto deve fare tre giri attorno alla fontana del Bargello posta in una delle piazze principali del borgo. La vera ed originale usanza, prevede che sia un abitante di Gubbio a versare per il matto una somma di denaro direttamente ad una associazione che rilascerà l'autentico documento, dopo che questi ha compiuto il rito dei tre giri lasciandosi battezzare. Molti testi, oggi, invitano a percorrere per tre volte la circonferenza  della fontana e imitare  il gesto di battezzarsi con l'acqua.
Passo quindi la giornata alla ricerca della piazza, mentre diligentemente partecipo alla visita di alcuni monumenti interessanti di questo borgo.
foto da internet
Ci sediamo un poco sui gradini della Piazza Grande, consultando la guida Touring. Decidiamo però di non visitare l'interno dei palazzi, per continuare la nostra collezione di Chiese e Cattedrali. Credo di aver visto più chiese in questo viaggio che nel resto della mia vita.
Lasciamo la piazza e ci incamminiamo per le strade di Gubbio alla ricerca di qualche insospettabile gioiello. Troviamo questa piccola chicca: la chiesa di San Giovanni Battista
http://www.gubbio.name/chiese_san_giovanni_it.html

Ci spostiamo poi verso il Duomo di cui vi lascio i riferimenti e la storia :

http://www.comune.gubbio.pg.it/turismo/duomo
http://www.gubbio.name/cattedrale_it.html

Michele
All'ora di pranzo scorgiamo un carinissimo chiosco sito su una terrazza panoramica defilata dal centro. Ci sono pochi tavoli ed al momento tutti occupati, ma attendiamo volentieri il nostro turno, scattando qualche foto panoramica. Se nella vostra permanenza a Gubbio cercate un  posto senza grandi pretese culinarie, ma ottimo per la vista panoramica dove poter stuzzicare qualcosa senza spendere un capitale, ecco il posto che fa per voi:



Riprendiamo la nostra passeggiata tra le vie eugubine ed ecco finalmente la fontana del Bargello. Mi appresto con molta timidezza ad iniziare il rito per diventare ufficialmente matta. Il pensiero che non mi conosce nessuno mi da' coraggio e inizio a girare attorno alla fontana. E' una cosa stupida, lo so, ma per me è un passo verso la libertà...libertà dai giudizi degli altri, di quello che può pensare la gente. Ma soprattutto libertà dalle mie catene personali. Non so se sono in grado di spiegare quello che mi accade, ma voglio provarci. A volte, in realtà quasi sempre, mi sento come un uccellino in gabbia che non riesce a volare. La gabbia però non è esterna: sono le ali stesse del volatile che si incatenano da sole. Avete mai provato a trovarvi in una sala con tanta musica, chiudere gli occhi, sentire il vostro cuore che danza, immaginare nella vostra testa tutti i passi di quella coreografia, ma non riuscire a muovere un muscolo perché pesa troppo? Questo mi accade in molte situazioni...sento il mio corpo pesante come il piombo e questo mi impedisce di essere leggiadra, agile, disinvolta. Dentro, il fuoco arde, ma fuori sono immobilizzata da una zavorra che esiste solo nella mia testa. 
Per questo il mio girare attorno ad una fontana, mentre altri turisti passano e guardano incuriositi, è un gesto terapeutico. Nel frattempo Michele mi scatta qualche fotografia che documenta il rito e mi battezzo "Matta per sempre", augurando a me stessa che la libertà di vivere le mie passioni ed i miei sogni non mi abbandoni mai.
Rito della patente del matto by Michele



la briscola in piazza by Michele
Ad un tratto, mentre ci allontaniamo dalla fontana, ci imbattiamo in una simpatica scena di vita paesana. Un gruppo di eugubini sta giocando a briscola vicino ai gradini di una chiesa. E' bello vedere come la piazza sia vissuta come luogo di incontro, di svago, di relazione. Non è solo il bar adibito a questo scopo, ma come nel passato è proprio  l'agorà il centro di tutte le attività della polis umbra.



briscola by Michele


teatro romano by me
La matta ed il saggio si avviano ora verso il Teatro romano, i cui resti ben conservati lo rendono ancora oggi la cornice perfetta per spettacoli teatrali durante la stagione estiva. Qualche foto di rito e prendiamo la moto per tornare ad Assisi. Questa sera ci aspetta lo spettacolo del tramonto dalla Rocca. 
Michele e l'albero by me

Ci accorgiamo che manca ancora la Chiesa di Sant'Ubaldo da aggiungere alla nostra collezione. Prima di rientrare saliamo su per  il Monte Igino alla volta di questa basilica :


http://turismoagubbio.blogspot.com/2017/08/basilica-di-santubaldo.html


La via del ritorno è incastonata nelle colline umbre. Il paesaggio mi riempie, come sempre, il cuore di stupore e meraviglia e cerco di lasciarmi cullare dal vento che mi accarezza il viso.

Ad un certo punto a pochi chilometri da Assisi, lungo una strada quasi deserta ci inoltriamo in un borghetto che sembra quasi disabitato. All'improvviso un piccolo negozio di alimentari, una sedia fuori dalla porta dove una signora anziana riposa forse in attesa di qualche cliente. Michele ferma la moto, scendiamo ed entriamo nella piccola bottega. Si intuisce subito che passano pochi turisti da quelle parti. Lo sguardo della donna è curioso e felice. Michele, con la sua affabilità, inizia a scambiare qualche parola conquistando la fiducia della donna che inizia a raccontarci la sua vita tra le colline. Tra una parola e l'altra ordiniamo del pane cotto nel forno a legna dell'unico panettiere di quella zona, un po' di prosciutto crudo di Norcia e del pecorino stagionato. Salutiamo la vecchia signora e ripartiamo alla volta del nostro tramonto, arricchiti da questa romantica esperienza con la nonnina. Questo è quello che probabilmente sarebbe successo se alla domanda di Michele: "Ci fermiamo qui a prendere il pane?", io avessi risposto con entusiasmo, invece di borbottare qualcosa tipo: " vedi tu, ma  al supermercato ci costa meno". Nei nostri memoriali questa cena verrà eternamente ricordata come la poco poetica spesa fatta nel supermercato Tigre di Assisi.
La cena del Tigre 
Non ci facciamo però rovinare la serata da questo piccolo intoppo, e raggiungiamo la Rocca in tempo per gustarci il tramonto. Non ci sono tante persone, e riusciamo a sederci su una panchina dove gustiamo il nostro lauto pasto, in attesa che il sole scenda. Il panorama è bellissimo, l'atmosfera quieta e rassicurante. Il sole comincia la sua discesa colorando il cielo di tante sfumature rosse. Una coppia di francesi è in piedi su una panchina.  Lui ha in mano una macchina fotografica, impegnato a fermare la bellezza di questo momento. Lei, sguardo perso nell'orizzonte, canta una nenia. La ascolto cercando di comprendere le parole di quella canzone. Afferro pochi vocaboli, ma sembrerebbe una sorte di lode a Dio per la Creazione. Poco più avanti, seduta sull'erba, una ragazza guarda assorta il panorama. Rimane ferma a guardare il cielo senza rendersi conto del tempo che passa. Non si alza, non si muove, non inizia a camminare avanti indietro...è li, immobile, immersa nella pace di quel momento. A contrastare questa scena, poco distante, un ragazzo, che capiamo essere li ad accompagnare quella fanciulla, è seduto con lo sguardo immobilizzato sullo schermo di un telefonino. Non ha alzato mai gli occhi verso il sole ed il cielo, rapito da quella luce effimera che tiene stretta tra le mani. Quando scendiamo verso la moto, lei è ancora seduta a fissare il firmamento, lui perso nel suo cellulare.


tramonto dalla Rocca by me
panorama notturno by Michele

Potrebbe essere questo il momento perfetto che chiude questa bella giornata e invece il nostro arrivo in agriturismo ci riserva una piacevole sorpresa. Ad attenderci c'è lo zio di Patrizia con in mano un profumatissimo tartufo. E' bella la chiacchierata che nasce con lui: con gli occhi pieni di entusiasmo ci racconta di come lo abbia scovato il cagnolino da tartufi che sta addestrando. La sua genuinità e semplicità mi contagiano. Questo ometto sulla settantina mi trasmette una voglia di vivere incredibile. Ci parla delle raccolte dei pomodori, del lavoro duro nei campi, dei legami che stringe con la gente del posto grazie al suo lavoro. E' bello sentirlo parlare con questo amore e gratitudine per la vita. Staremmo ore con lui a chiacchierare, ma la stanchezza della giornata si fa sentire e con essa anche il bisogno di una doccia ristoratrice, e così ci congediamo grati  e felici di questa bella giornata.

P.s. Mi sento persa... ho terminato il mio libro...Emiliaaaa mi manchi !!! In realtà vorrei tantissimo dire una cosa riguardo a questo libro, ma se poi faccio spoiler? 

mercoledì 22 agosto 2018

2370 chilometri Umbria e ritorno: giorno 5

Duomo di Orvieto by Michele
Il giorno tanto atteso da Michele è arrivato: Orvieto ci attende. 
Decidiamo di cominciare la nostra visita turistica dal Duomo per non rischiare di rimanere con poco tempo a disposizione. Abbiamo tutta la giornata davanti, è vero, ma ho come l'impressione che un paio di ore all'interno di questo scrigno di tesori, come minimo me le dovrò sorbire tutte! Mano alla guida rossa e si comincia ad esplorare la facciata esterna della Cattedrale. E' un capolavoro anche per me, che poco capisco di arte, ma già il fatto che viene riconosciuto come uno dei monumenti più belli d'Italia e del mondo è sicuramente una garanzia. Tutta la storia biblica e parte della storia della Chiesa sono  racchiuse e rappresentate con sculture e affreschi, in una mescolanza di stili, che anziché rendere l'opera architettonica un pasticcio decorativo, si fondono insieme dando origine ad un vero splendore.

Se volete documentarvi meglio circa il Duomo, ecco qualche link più tecnico e dettagliato:



Di fronte a tanta bellezza, i miei fantasmi scappano a gambe levate e, mano al portafoglio, prendiamo ( pure con il sorriso stampato ) i biglietti di ingresso per poter visitare la tanto attesa Cappella di San Brizio con il giudizio universale di Luca Signorelli ed il Beato Angelico.
 particolare affresco Cappella di San Brizio by Michele
Devo riconoscere che anche al suo interno il Duomo è maestoso e a differenza delle Chiese visitate fin'ora si nota la presenza di impronte artistiche rilevanti. I tratti degli affreschi sono decisamente più curati e catturano l'attenzione come fossero quadri che parlano al cuore.
Ci intratteniamo molto tempo nella Cappella di San Brizio, e svisceriamo gli affreschi aiutati dalla super guida dettagliata che ci accompagna in questa scoperta.


Michele è rapito da tanta bellezza e mi viene da sorridere pensando a come   una mente matematica e razionale quale è  la sua, possa ospitare armoniosamente un animo artistico e poetico; mentre in me,  che sono la creativa e l'artista della coppia, coabita un lato cinico e terreno che mi impedisce di elevarmi. Ma ammiro ed apprezzo la bellezza di questo capolavoro  che riesce a catturare la mia attenzione, probabilmente grazie al contagio dell'entusiasmo di Michi.


 particolare affresco Cappella di San Brizio by Michele

Il tempo che passiamo qui è davvero lungo tanto che, entrati in una giornata calda e assolata, usciamo che è quasi autunno. L'atmosfera è improvvisamente mutata: soffia forte il vento e ci sono nubi minacciose all'orizzonte. Temiamo per l'attrezzatura fotografica, e complice l'ora del pranzo ormai arrivata, ci rifugiamo in una carinissima osteria che da' proprio sulla piazza. Non crediamo alla clemenza del tempo e decidiamo di mangiare all'interno del locale. Il posto è caratteristico ed accogliente e ci sediamo volentieri per riposare un poco.

Piazza di Orvieto by Michele
http://www.cantinaforesi.it/

Se volete sapere come si mangia, dovrete chiedere a Michele perché è vero che i fantasmi tacciono di fronte alla bellezza del Duomo, ma si ripresentano affamati all'ora di pranzo  cibandosi delle mie debolezze ancora ferite.
Particolare alla Magritte
by Michele
Il clima di oggi ci ha fatto solo uno scherzetto per spaventarci; la bufera passa via velocemente portando con sé anche gli spettri che non riescono a turbare questa giornata e quando usciamo splende nuovamente il sole, dentro e fuori.  Ci immergiamo tra le vie di Orvieto, facendo una bella passeggiata lungo le mura della città. Ci toccherà tornare presto in questo borgo perché ci manca ancora da visitare la Orvieto sotterranea, con i suoi pozzi e le sue grotte: faremo anche questo sacrificio!😀😆


Ripartiamo, in sella alla moto, sguinzagliandola per le colline Orvietane, assaporando il vento che accarezza i pensieri e allontana le ansie.
Ripercorriamo un tratto di strada già fatto, ma questa volta non ci lasciamo sfuggire uno dei pochi campi di girasoli ancora maturi. Ci addentriamo in una strada che sembra portare in un luogo deserto ed eccoli, in tutto il loro splendore.

Girasoli by Michele
Il rientro in camera è bellissimo. Ad attendermi c'è Emilia, la protagonista del libro che sto leggendo in questi giorni. E' diventata come un'amica, anzi ad essere sinceri, è una sorta di specchio dentro il quale mi rivedo. Grazie a lei ( o per colpa sua ) la voglia di scrivere, che mi ha sempre accompagnato da quando sono bambina, è tornata prepotentemente a chiamarmi. Se volete anche voi diventare amici di Emilia, ecco la sua storia :

https://books.google.it/books/about/Al_mattino_stringi_forte_i_desideri.html?id=rhhWDwAAQBAJ&printsec=frontcover&source=kp_read_button&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

Anche Michele è assorto in una piacevole lettura :

http://www.einaudi.it/libri/libro/paolo-cognetti/le-otto-montagne/978880622672

Ci addormentiamo felici per questa giornata che ci ha riservato molte piacevoli sorprese.

martedì 21 agosto 2018

2370 chilometri Umbria e ritorno: giorno 4

Io e Michi 

Oggi giornata da giro motociclistico. Chi non è mai stato su una moto lasciandosi cullare dal vento, permettendole di decidere dove portarti,  non potrà comprendere quanto in alcuni momenti sia importante sguinzagliarla senza una meta precisa; lasciare che l'aria ti scomponga i pensieri e poi li rimetta a posto alla rinfusa, accogliere i raggi del sole sul viso, sentire il cuore che via via diventa leggero, rimanere solo con te stesso, consentire ai fantasmi di familiarizzare con le tue consapevolezze, stupirti ancora di fronte alla natura che ti circonda in tutto il suo splendore. Oggi è il giorno della  libertà!                                                                                             

 Partiamo, avendo in mente di fare almeno una visita a Todi; tutto il resto è improvvisazione. 
Il Cristo velato by me
Prima di uscire leggo alcune notizie su questa cittadina e sono elettrizzata all'idea di recarmi nella "città più vivibile del mondo".  Arriviamo in prossimità della piazza principale, ed entriamo a visitare la Cattedrale. Anche in questa Chiesa vi sono delle opere interessanti, ma come sempre mi lascio affascinare da particolari artisticamente meno rilevanti. Vengo colpita da un Cristo coperto da un velo trasparente. Probabilmente è stato solo posto a protezione, non sono riuscita a trovare una spiegazione, o non sono stata abbastanza attenta quando Michele mi deliziava con le sue lezioni di storia dell'arte. Sinceramente, poco importa il motivo per cui quel velo si trovasse li.  A me ha suscitato un pensiero: la sofferenza traspare anche se si cerca di nasconderla. In effetti, quando non ci giriamo volutamente da un altro lato, quando non chiudiamo gli occhi per non vedere ed il cuore per non sentire, la sofferenza di chi incontriamo ci interpella sempre.
Soffitto della Nunziatina by me
Quando usciamo dalla Cattedrale, passeggiamo un poco per le vie della Città. E' indubbiamente una cittadina ricca di storia e di passato. La mia sensazione, però, è che sia lasciata in balia del tempo che passa: molte case sono abbandonate, diroccate; ci sono cartelli "VENDESI " ad ogni angolo e le strade sono deserte. A difesa di questo borgo devo confessare che siamo capitati all'ora di pranzo, in agosto, fa molto caldo e non abbiamo fatto visita ad alcuni luoghi che ci venivano suggeriti dalla guida. Motivo in più per tornare in Umbria e smentire questa sensazione di abbandono.  Tra le vie desolate, all'improvviso una piccola perla: la chiamano la Sistina dell' Umbria, la cappella della Nunziatina. Il custode è gentilissimo e ci permette di entrare nonostante giungiamo in orario di chiusura. E' una piacevole sorpresa e ci godiamo questo spettacolo grati e soddisfatti.
Adesso è lo stomaco che chiede di essere appagato e, complice il fatto che sto iniziando Michele all'amore per i gelati, ci sediamo in piazza a gustare una coppetta davvero squisita. Se andate a Todi fermatevi  qui e non ne sarete delusi:   https://www.baciodilattetodi.it/

Scorcio della piazza di Todi
by me 
Rimontiamo in sella. Michele vorrebbe recarsi ad Orvieto, ma ci rendiamo conto che il tempo sarebbe troppo poco per una degna visita e preferiamo  scorrazzare tra le colline umbre alla ricerca di qualche piccola chicca che non tarda ad arrivare. Alziamo lo sguardo ed ecco un castello ben conservato che svetta sulla sommità di una forra (gola), il canyon umbro per eccellenza, meta di tanti sportivi che praticano il torrentismo. Ci fermiamo attratti dalla bellezza del castello, ma scopriamo con nostro dispiacere che si tratta di un'abitazione privata e non possiamo ammirarlo al suo interno. Ci fermiamo pochi minuti nella piazza del paese che sembra deserto. Sono circa le 15 e due donne scendono in piazza apparentemente ad aprire il bar che vediamo poco distante da noi. Con la coda dell'occhio noto che, dietro le persiane chiuse della finestra di una casa, un anziano signore ci osserva curioso, senza mai allontanarsi dalla sua postazione di sentinella. "Il grande fratello" dei piccoli borghi che tutto vede e tutto conosce. 
La sosta del motociclista by Michele
Si riparte alla volta di Città della Pieve. Mentre scendiamo arriviamo in una località chiamata Ficulle. Probabilmente se non avessimo notato l'insegna del bar "LA SOSTA DEL MOTOCICLISTA" non ci saremmo fermati. Ma potevamo ignorare questo esplicito invito a spegnere i motori e rinunciare ad  una fresca e dissetante birra? Potevamo benissimo, ma non lo abbiamo fatto.
I due custodi by me
Rinfrescati e riposati ricominciamo il nostro motogiro nelle bellezze della natura umbra. Non riesco a fare a meno di pensare che voglio trasferirmi qui,aprire un agriturismo e passare il resto dei miei giorni invecchiando in campagna. Poi mi accorgo che mi mancherebbe terribilmente la montagna, la sensazione di respiro che mi pervade ogni volta che i miei occhi incontrano all'orizzonte una cima innevata. Mentre farnetico e sogno ecco un altro spettacolare borgo medievale: Monteleone di Orvieto.  Due sentinelle ci attendono al limitare del varco d'ingresso del paesello. La contrada è in festa per il Palio e la festa degli Umbricelli che avrà inizio questa sera. Gli umbricelli sono l'altro piatto umbro che proveremo a cucinare appena il freddo invernale ci terrà rintanati in casa la domenica. Facciamo una piccola esplorazione nelle vie. La gente del posto sta ultimando i preparativi per la serata, le bandiere svolazzano colorate, si sente proprio aria di festa.
Ombrelli by me
Sulla via del ritorno ecco comparire il lago Trasimeno. A differenza di molti laghi non ha preso il nome dalla città su cui sorge e Michele inizia ad interrogarsi circa l'origine di quel nome. Per Michele l'etimologia delle parole è una questione importante, per lui le parole sono importanti. Non le usa mai a sproposito e ricerca attentamente quale termine utilizzare in base alla sua sfumatura. Io amo i giochi di parole, mi piace sentire il suono di un termine, l'immagine che evoca nella mia mente, ma difficilmente sono curiosa circa la loro nascita. Questa sua curiosità aiuta anche me a conoscere cose nuove ed interessanti. Tra un pensiero e l'altro arriviamo a Città della Pieve, borgo che meriterebbe una visita più accurata, ma abbiamo poco tempo e facciamo semplicemente un giro attorno alla piazza principale. Anche qui la borgata è in fermento per il famoso Palio dei terzieri che avrà inizio tra qualche giorno.

http://www.cittadellapieve.org/

http://www.paliodeiterzieri.it/

La strada verso Assisi ci riserva ancora  piacevoli regali, tra cui la bellissima Castiglione del Lago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_del_Lago

Foto di girasoli mal riuscita by me
Abbiamo inoltre la fortuna di imbatterci nei primi campi ancora in fiore di girasoli, ma la loro posizione non ci è favorevole per le fotografie e abbandoniamo il campo delusi diretti all'agriturismo Il Castello dove ci attende una rilassante doccia calda.

Qui la cartina del nostro giro motociclistico di oggi :

lunedì 20 agosto 2018

2370 chilometri Umbria e ritorno: giorno 3

Assisi by me


Oggi destinazione Assisi. E' questa la decisione che prendiamo mentre facciamo il pieno a colazione. Dovrebbe essere una giornata tranquilla nella cittadina di San Francesco, almeno lo speriamo vivamente. Michele non vede l'ora di immergersi nell'arte che trasuda ovunque in questo borgo e, come sempre, il suo entusiasmo riesce a contagiare anche me.
Le nostre previsioni si rivelano esatte: Assisi è pressoché deserta per essere una cittadina che vive di pellegrinaggi e turismo, ma noi ci rallegriamo per questa fortunata occasione di visitare la città senza troppe code e caos, e cominciamo il nostro percorso.

http://www.visit-assisi.it/
https://it.wikipedia.org/wiki/Assisi

Penso che, se fosse ancora vivo,  Francesco farebbe una seconda guerra alle ricchezze della Chiesa. Lo immagino rivoltarsi nella tomba ogni volta che vede lo sfarzo che oggi celebra la sua memoria. Pensare al poverello di Assisi  glorificato dallo splendore di questa Basilica mi indispone.
Convivono in me due Chiara...la Chiara del "bianco "o "nero", "caldo" o "freddo", "ricco" o "povero"...quella che non può scendere a compromessi con le motivazioni che hanno derubato la figura di Francesco della povertà. E poi esiste la Chiara che non può fare a meno di ammirare le meraviglie artistiche di questa basilica e rimane affascinata dagli affreschi presenti in questa Chiesa.

https://www.italyguides.it/it/umbria/assisi/basilica-di-san-francesco/basilica-di-san-francesco-interno-assisi

" Lui, lei e l'altro " by me
Nel nostro viaggio artistico ci lasciamo guidare dalla "mitica rossa " Touring, che ci immerge nella profondità delle opere che man mano ci appaiono in tutta la loro bellezza. Lascio a Michele il piacere di leggere le spiegazioni e di fare da cicerone lungo le navate della cattedrale. Lo ascolto e lo seguo attenta e diligente.
"Dialogo tra sorelle" by me
Al termine della visita alla Basilica di San Francesco cominciamo a camminare su e giù per le vie di Assisi. Questo borgo è un concentrato di Chiese e ci fermiamo a visitarle con curiosità.
Ogni volta che impugno la macchina fotografica mi ripropongo di fare fotografie normali, di concentrarmi sulla visione d'insieme, ma nulla... non posso fare a meno di fissarmi su alcuni particolari. Sono alla ricerca di situazioni strane, buffe, immagini che parlano. E così dimentico sempre le regole dello scatto e accantono il manuale del buon fotografo cercando di sguinzagliare la mia creatività. Non sempre ci riesco; anzi, a dire il vero, la maggior parte delle mie fotografie viene cestinata o dimenticata, ma questa sono io😉😉😉

Devo confessare che ho un grande problema: faccio fatica a vivere spensierata. Sono sempre in tensione, soprattutto quando si tratta di mangiare fuori, di andare a visitare un museo, vedere un cinema. I prezzi mi sembrano sempre altissimi e, ad esempio di fronte ad un menu, la mia mente si affolla di fantasmi minacciosi che mi levano il sorriso e la leggerezza. Questo accade anche nei momenti in cui razionalmente so di potermi permettere qualche extra. Combatto da molto tempo con questi mostri. A volte li tengo a bada, altre invece, come oggi mi schiacciano. Quando sono da sola è semplice: li assecondo e mi privo delle cose che desidero. Ma se sono con Michele mi rendo conto di essere un problema. Lui è molto paziente con me e ha imparato nel tempo a tollerare i miei momenti di nero totale. Ci sono giorni in cui mi sforzo e mi supero per condividere con lui anche le cose più frivole, ma oggi no ... uragano in vista! 
Assisi by me
Il momento del pranzo si trasforma in un esodo. Giriamo di osteria in osteria alla ricerca del posto che riesca a cacciare le nubi, ma senza successo. Riesco solo a concedere un gelato, che io adoro ma che Michi fatica a mangiare per via della sinusite; solo che questa volta sbaglio nell'ispirazione del locale e ci imbattiamo in un gelato stucchevole e troppo dolce: Mannaggia alle mie paranoie! Per smaltire il lauto pranzo decidiamo di riprendere la camminata tra le vie di Assisi per raggiungere la Rocca.  E' una bella passeggiata che ci permette di ammirare Assisi in tutta la sua bellezza. Fortunatamente il percorso è quasi tutto in ombra e nonostante il grande caldo, non ci sciogliamo come ghiaccioli. Arriviamo in cima: la Rocca è bellissima ed il panorama splendido. E' valsa la pena salire fino a qui !


La Rocca by me

Piazza di Assisi by me
Birra di rito seduti ai tavolini del piccolo chiosco che troviamo appena varcata la porta della Rocca e poi si ritorna in centro. La nostra intenzione è di passeggiare nel bosco di Assisi, ma l'ingresso è a pagamento e decidiamo di saltare questa tappa. 
La piazza a quest'ora è davvero deserta e approfittiamo per fare qualche scatto e partire alla volta dell'Eremo delle Carceri sulle pendici del Monte Subasio. E' in questo luogo che San Francesco si ritirava a pregare in solitudine. Sfortunatamente non abbiamo molto tempo a disposizione e così ci accontentiamo di scendere a vedere la piccola cella dove il Santo si rintanava. Merita sicuramente una visita senza fretta per poter gustare la pace del bosco e il silenzio ristoratore dell' Eremo.
Piazza deserta by me
Torniamo in agriturismo e ci prepariamo per la cena. Questa sera mangiamo alla festa di Costa di Trex ed ho allontanato tutti i miei fantasmi. Ordiniamo un antipasto del contadino, un primo a testa e un assaggio della famosa torta al testo umbra. Michele prende una bottiglia di Montefalco rosso e la serata comincia. Ci piace molto la torta al testo e non vediamo l'ora di provare a prepararla. Il resto della cena è piacevole, ma ci sembra fin da subito molto pesante. Purtroppo la notte conferma i nostri sentori e Michele stenta a riposare a causa della lenta e faticosa digestione. Avrei anche un ridicolissimo aneddoto sul ragù da lui degustato, ma ho il divieto assoluto di raccontarlo.😀😀😀😀💩

sabato 18 agosto 2018

2370 km Umbria e ritorno : giorno 2



COLLEPINO  by me
E' domenica mattina, non una domenica qualunque in un posto qualunque,,, è domenica e siamo in vacanza! Appena svegli facciamo subito colazione in agriturismo per accumulare energie per la giornata. Mentre sorseggiamo un buon latte ( io ) ed un lungo e lento caffè
( Michele ) decidiamo la meta della giornata. Nessun programma prefissato in anticipo; ci muoviamo spinti del desiderio del momento. Oggi, come dicevo, è domenica e pensiamo che andare ad Assisi possa essere una sorta di azione masochista. I pellegrini ed i turisti  saranno sicuramente più numerosi che in settimana e così decidiamo di andare a Spello. Il tragitto per arrivare  non è per niente lungo, ma passando per le colline umbre posso concentrare i miei pensieri sulla natura che mi circonda. Mi sembra di essere in una sorta di paradiso terrestre. Non che le zone in cui vivo siano brutte, anzi : abito in una terra dove le bellezze naturali sono numerose e sono così belle da togliermi ancora il fiato, Ma qui, in umbria, è diverso: tutto è uno splendore. Per chilometri e chilometri la natura si perde a vista d'occhio...prati, colline, campi di girasoli, vigneti, ulivi...poi d'un tratto oltre la curva, una perla: ecco un paesino arroccato sulla collina , tutto in pietra, che pare essere uscito da un libro di storia medievale. E la cosa sorprendente è che queste perle si moltiplicano e le trovi ovunque. Non è bella solo Assisi o Spello o Bevagna... no, è spelndido  anche il paesino dal nome quasi impronunciabile che ti appare all'improvviso ... anzi è ai miei occhi ancor più affascinante  perchè ti si mostra nella sua originale costruzione, nel suo essere primitivo, come se, per non so quale sortilegio, fossi stata teletrasportata nell'Umbria di qualche secolo fa.
E' bello vedere Michele intento alla guida mentre si lascia guidare dalle sue mappe. Sono abituata a percorrere le stesse strade ogni volta che devo recarmi in un posto, eppure lui e la moto mi insegnano che è possibile compiere percorsi alternativi per arrivare nello stesso luogo. Un po' come nella vita. Non esiste una sola strada  per ogni obiettivo. Posso ogni volta scegliere la strada migliore per me, in quel preciso momento. A volte prenderò la via più economica, altre quella in collina dalla vista mozzafiato, altre ancora la strada maestra.
Meglio che vi avvisi prima: questo è stato un viaggio molto introspettivo e mi verrà naturale, mentre narro le bellezze dell'Umbria, soffermarmi sul groviglio di pensieri che si attorcigliavano nella mia testa durante i lunghi momenti di silenzio rotto solo dal confortante rimbombare della moto.
Quindi portate pazienza per i miei deliri oppure passate oltre :)

SPELLO 

Prima di concentrarmi sulle bellezze che hanno colpito i miei occhi, vi lascio dei link dove potrete conoscere la città e scoprire quello che c'è da visitare in questo bellissimo borgo.
terrazzo decorato by me
http://www.bellaumbria.net/it/itinerari/cosa-vedere-a-spello-in-un-giorno/

https://www.umbriatourism.it/it/-/spello
vespa by me
500 by me

Spello mi affascina immediatamente per la sensazione di ordine e decoro che la contraddistingue. Non è una città lasciata in balia del tempo che passa e deteriora. E' coccolata e curata come fosse una creatura vivente. Da ogni via e vicolo che percorriamo traspare questa sensazione di città amata e benvoluta. Abbiamo visitato il Duomo e le chiese importanti presenti in questa cittadina, ma non ne ho un ricordo fotografico. Mi piace immortalare i balconi e le vie del paese e così mi dimentico di fissare i ricordi dei monumenti artistici. L'arte  mi affascina, ma tra noi due è Michele quello che investe maggiormente le energie a conoscere i capolavori artistici delle città. E' lui che, come una guida turistica, mi porta nel mondo dell'arte e mi fa conoscere le bellezze di Spello. Ma sono una pessima scolara e mi distraggo continuamente dai dettagli che molti troverebbero assolutamente insignificanti : balconi fioriti, automobili e motocicli d'altri tempi che percorrono le vie senza tempo di questa bellissima cittadina, botteghe dal sapore antico ...

Bottega by me


 All'ora di pranzo proviamo a fermarci in questo bellissimo alimentari per un panino al pecorino o un salume tipico umbro, ma siamo ancora intrisi di frenesia  per riuscire a tollerare il lungo tempo di attesa, mentre il negoziante serve un cliente chiacchierando con lui come se fosse l'unico avventore presente nella bottega. A dire il vero la frenetica sono io; Michele possiede già naturalmente  la lentezza di chi assapora la vita senza stress, ma anche per lui questa situazione è più immobilizzante che lenta e decidiamo di rinunciare al nostro bottino.

Risaliamo in sella alla moto e partiamo alla volta di Montefalco e Bevagna,
Ho così il tempo di incantarmi di fronte agli appezzamenti coltivati che ci accompagnano lungo la strada collinare. Mi dispiace moltissimo assistere alla sfioritura dei girasoli e non al loro pieno splendore  e di fronte a queste distese di fiori  rinsecchiti sono colta da una sensazione mai provata. Per la prima volta non riesco ad ammirare la  fiera bellezza di questo fiore, ma rimango scioccata.
girasole by me
I girasoli mi appaiono come tanti soldatini tutti identici, rispondenti  agli ordini del sole senza potersi ribellare, senza via di scampo; costretti a ruotare attorno alla sua luce, ripetendo  i medesimi movimenti, identica inclinazione. Nessuno vieta di pensare che siano invece creature felici di godere della luce solare, della rassicurazione di essere sincronizzati, della pace che si prova quando qualcuno ti conduce e non hai la responsabilità di decidere dove andare. Solitamente sono questi pensieri che lego alla figura di questa splendida pianta. Eppure, oggi , guardarli mi crea una sorta di  disagio. 
Poi pero', all'improvviso, qua e là ecco spuntare il girasole ribelle, che se ne infischia  che è arrivato il tempo della sfioritura e del raccolto.  Lui decide di alzarsi al di sopra degli altri, di sollevare la testa ad ammirare il sole mentre i suoi compagni sono ormai chini e appassiti, senza più vigore.

MONTEFALCO 

https://www.umbriatourism.it/it/-/montefalco

http://www.montefalcodoc.it/


Eccoci a Montefalco affamatissimi e molto accaldati! 

La piazza principale, bellissima, è però pronta per accogliere una manifestazione la sera stessa. Così le bellezze architettoniche sono leggermente  nascoste da un grande palco e da alcuni spalti montati per l'occasione. Ci sediamo ad ammirare il via vai della gente che transita accanto a noi, accompagnati da un piacevole sottofondo musicale anni 70.    Mentre facciamo rifornimento di energie, studiamo la guida della città e decidiamo di concentrare la nostra visita alla chiesa-museo di San Francesco. Questa ex chiesa è nota in tutto il mondo per gli affreschi di Benozzo Gozzoli ( confesso di aver scoperto della sua esistenza solamente oggi )   denominati "Storie della vita di San Francesco", dove si conservano una Natività del Perugino e affreschi di Scuola umbra del ’400. Così dopo aver sorseggiato una fresca birretta ci avviciniamo al museo e ci imbattiamo in uno strano personaggio, che sembra appena uscito da un fumetto d'altri tempi. La tentazione di fotografarlo è fortissima, ma sembra molto attento a quello che gli accade attorno e preferisco non rischiare di farmi scoprire mentre lo immortalo di nascosto. E' accompagnato da una signora distinta ed elegante  e passeggiano tra le vie di Montefalco non curanti del loro aspetto vintage. Il buffo signore si rivolge a Michele complimentandosi con lui per la scelta della sua macchina fotografica  e chiedendogli cosa ne pensa della Leica . Ne nasce una conversazione molto interessante e piacevole, che mette in risalto la grande cultura e poliedricità di quest uomo.  Dopo questa bella chiacchierata facciamo visita al museo al termine della quale ci attende una degustazione di vini nell'enoteca della struttura. Ci accoglie un ragazzo sulla trentina che, inaspettatamente, ci intrattiene con una mini lezione sui vini di Montefalco: il Montefalco rosso ed il Sagrantino. 

https://www.museodimontefalco.it/it/benozzocafe_5.html

Prima assaggiamo un Sagrantino passito accompagnato da cioccolato fondente. 

Che dire: spettacolare! Un passito veramente eccezionale, unico nel suo genere.
Vigne umbre by me


Anche il Sagrantino non delude, ma la vera sorpresa è la bellezza della spiegazione che accompagna la degustazione. 
Grazie giovane sommelier che ci hai incantato con le tua lezione sui vini.


https://it.wikipedia.org/wiki/Montefalco_Sagrantino_passito

https://winedharma.com/it/vitigno/sagrantino-di-montefalco-docg-il-grande-vino-rosso-dellumbria

https://it.wikipedia.org/wiki/Montefalco_rosso


Appagati per il bel pomeriggio, partiamo alla volta di Bevagna con la speranza di concludere la giornata in bellezza.




Michele by me


BEVAGNA 


https://it.wikipedia.org/wiki/Bevagna


Non mi sembra vero poter immergermi costantemente in questi borghi medievali, camminare tra le vie che trasudano storia. Bevagna è bellissima, ma oggi qualcosa di insolito sta accadendo in questa cittadina. Nella piazza centrale è montato un palco di legno addobbato a cerimonia nuziale. Mi sembra un poco ridicolo che una giovane coppia di sposi decida di allietare le proprie nozze con una scenografia così kitsch, ma mi dico che il mondo è bello proprio perché è vario.  Impieghiamo un po' di tempo a capire che non è la sola nota stonata in quella piazza che sembra alterata. Notiamo archi ricostruiti, insegne delle botteghe coperte, finti negozi medievali. Michele pensa siano ancora le decorazioni del Mercato delle Gaite, una rievocazione medievale che si svolge ogni anno, nel mese di giugno, in questo bellissimo paese.
foto da internet

http://www.ilmercatodellegaite.it/

Mi guardo in giro e scorgo sulla vetrina di un'enoteca un cartello che indica in quali giorni rimarrà chiusa per le riprese del film "Benedetta". Svelato l'arcano: la città è uno studio cinematografico a cielo aperto. Il palco kitch  è stato ricoperto per lo sposalizio, ma è in realtà parte integrante del set di ripresa. Michele è in fibrillazione. Per un amante del cinema, sapere di trovarsi dentro un set, è sicuramente una bella esperienza. Ci documentiamo su internet riguardo alla produzione del film e ci fermiamo a parlare con una guardia giurata in servizio sulla piazza. E' bello scoprire alcuni retroscena di questa rivelazione. Ci parla del regista, che tra l'altro incrociamo proprio mentre chiacchieriamo, dei soldi sborsati dalla produzione del film per risarcire negozianti ed abitanti. La guardia ci mostra le modifiche fatte alla piazza e le ricostruzioni che non sono parte originale di Bevagna. E' sempre una ricchezza imparare qualcosa di nuovo. Ovviamente non vedo l'ora che il film arrivi nelle sale italiane.


http://www.perugiatoday.it/attualita/bevagna-film-ciak-si-gira-benedetta-riprese-fino-a-l-7-agosto-2018.html


Ci fermiamo a degustare un aperitivo accompagnato da un tagliere di salumi prima di rientrare ad Assisi. Stasera ci attende la festa "amici della montagna" a Costa di Trex, a due passi dalla nostra base.  La serata è animata dall'esplosiva Rita Braida che con il suo show fa ballare la "gioventù" di Costa a suon di walzer e hully gully.